L'europarlamentare M5s Laura Ferrara, membro della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo. in un'intervista a Fanpage.it, parla delle possibili ricette per il rilancio del turismo. I confini nell'area di Schengen sono stati riaperti alla mezzanotte di lunedì 15 giugno, dopo ben 91 giorni di chiusura, per via della pandemia. L'Ue ha adesso una sfida da cogliere, quella della ripartenza. Laura Ferrara – insieme ai deputati europei Mario Furore, Isabella Adinolfi, Tiziana Beghin, Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Chiara Gemma e Daniela Rondinelli – lo scorso 16 maggio ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, per chiedere di bloccare i "corridoi turistici fra Stati membri", che avrebbero ulteriormente penalizzato "il mercato interno e i Paesi più colpiti dalla pandemia". La lettera ha avuto l'effetto sperato, e le tanto temute limitazioni a Schengen non ci sono state.

Con l'arrivo dell'estate i turisti hanno ricominciato a viaggiare tra i Paesi Ue, ma le regole non sono le stesse per tutti. La Grecia per esempio ha stabilito che fino al 30 giugno chi arriva da alcuni Paesi (per quanto riguarda l'Italia le restrizioni valgono solo per i passeggeri provenienti da Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna), deve sottoporsi al test: se è negativo si deve osservare una quarantena di 7 giorni; se il test è positivo, il passeggero viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni. Malta riaprirà ai voli commerciali dal 1 luglio, ma Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna, dovranno aspettare almeno altri 15 giorni. Con questa ripartenza a macchia di leopardo il settore turistico non rischia di essere penalizzato?

È un quadro ancora frammentato, che riflette l'approccio iniziale a quest'emergenza, quando si sono registrate delle chiusure affrettate nel momento dell'esplosione della pandemia di Covid-19. Se all'interno dell'Unione europea fin dall'inizio si fossero adottate le stesse misure con le stesse tempistiche, su tutto il territorio, chiaramente non ci sarebbero state tutte le problematiche che abbiamo riscontrato. Penso a tutti i dubbi sui numeri dei contagi e delle morti per Covid, rispetto alle comunicazioni che gli Stati davano ai cittadini. Non tutti hanno usato gli stessi parametri, e quindi è stato difficile leggere i dati, decifrarli. È stato complicato capire le proporzioni dell'epidemia in un determinato Paese. È vero, ci sono ancora delle situazioni di disomogeneità nella gestione post emergenza, ma ricordiamo che siamo riusciti a scongiurare quello che ci sembrava il problema più grave, cioè quello dei cosiddetti ‘corridoi turistici' virus free, cioè dei veri e propri accordi bilaterali tra singoli Stati membri, che avrebbero potuto mettersi d'accordo fra di loro, per decidere se accogliere soltanto turisti provenienti da alcuni Paesi, escludendone altri, sulla base di criteri del tutto opinabili, visto che non c'è stata nessuna armonizzazione nella valutazione dei casi. In questo modo saremmo stati in presenza di una vera e propria discriminazione ai danni dei Paesi più colpiti, come l'Italia o la Spagna. Ci sarebbe stato un ulteriore danno economico che si sarebbe sommato alle conseguenze dell'emergenza sanitaria. Come M5s ci siamo battuti molto per evitarlo, lo abbiamo fatto in ambito europeo, e il ministro degli Esteri Di Maio si è speso molto a livello nazionale.

Come si rilancia il settore turistico, in vista della stagione estiva? Stiamo parlando di un settore che vale circa l’11% del prodotto interno lordo dell’UE se si considera anche l'indotto rappresentato da cultura, agroalimentare, edilizia e trasporti.

Ora si tratta di investire per la ripartenza, per poter attrarre quanto più possibile i turisti. Questo perché il turismo, e tutto l'indotto che ruota attorno a questo settore, è stato molto colpito dalla pandemia, e sarà probabilmente anche quello che si riprenderà più lentamente. Stiamo cercando di far conoscere il nostro Paese attraverso una campagna di comunicazione informativa che sta avendo anche molto successo sui social network. In pratica proponiamo, pubblicando immagini e video, i luoghi d'eccellenza delle nostre Regioni, dal punto di vista paesaggistico, architettonico, ed enogastronomico. Lo abbiamo fatto anche in lingua inglese, in modo da rivolgerci anche ai turisti stranieri. Il messaggio si può riassumere tutto nell'hashtag ‘#ItalyIsBack'. Perché è adesso possibile fare le vacanze in Italia in piena sicurezza, grazie alle regole messe in campo. Per cui l'invito è ‘Enjoy Italy'.

Voi avete chiesto che al turismo venga destinata una linea di finanziamento autonoma nell’ambito del Quadro Finanziario Pluriennale. Ci può spiegare meglio questa richiesta?

Si sta cercando di sostenere il turismo, in ambito italiano con gli interventi del governo, e in ambito europeo abbiamo chiesto alla Commissione Ue di dedicare una parte del budget del Quadro Finanziario Pluriennale, per creare un nuovo programma europeo per il turismo e ottenere l'erogazione di fondi dedicati. Si sta ancora discutendo del QFP 2021-2027, perché non si riesce a trovare un accordo in sede di Consiglio, per cui stiamo aspettando di capire i nuovi sviluppi. C'è sicuramente un'attenzione da parte dell'Ue. Quando abbiamo sollecitato la Commissione sul tema, in sede di audizioni al Parlamento, ci è stato risposto che quello del turismo è un settore che abbraccia diversi ambiti, per cui non è semplice istituite un fondo ad hoc. Ma sarà importante anche investire una parte delle risorse del Recovery Fund nel settore turistico. Spetterà ai singoli stati membri stabilire come investire questi fondi, e il nostro presidente del Consiglio Conte, durante gli Stati generali, ha già delineato alcune priorità, tra le quali c'è sicuramente il turismo.

18 miliardi stanziati dalla Francia per rilanciare il turismo, solo 4 dall'Italia. Eppure da noi questo è un settore trainante. Si poteva fare di più?

Anche considerando le difficoltà economiche e finanziarie che affronta il nostro Paese penso che nell'immediato sia stata data una prima risposta, che chiaramente non è risolutiva. Sono previste per esempio delle quote aggiuntive con il decreto Rilancio, e continueremo a investire anche con i fondi che arriveranno dell'Unione europea.

Sul ‘bonus vacanze' invece sono state sollevate alcune critiche. Penalizzerebbe alcune categorie, come gli albergatori, costretti ad anticipare l'80% del valore, in un momento in cui c'è un problema di liquidità, per un settore che è stato fermo per diversi mesi. Inoltre sono state segnalati ostacoli tecnici e burocratici che rischiano di renderne difficile l'applicazione. Lei la considera una buona misura?

Ci sono evidentemente delle difficoltà di tipo procedurale, che si sta cercando di superare. È vero che si chiede uno sforzo agli operatori del settore. Però sono soldi che naturalmente riceveranno in un secondo momento, si tratta solo di un anticipo.

Considera soddisfacenti le scuse di Easyjet alla Calabria? Adesso, con la Lonely Planet, si è aperto un nuovo caso…

Fa piacere che EsayJet abbia modificato quella descrizione. Di certo resta l'amaro in bocca per aver letto una presentazione della nostra Regione che ancora ricalca purtroppo vecchi stereotipi, e sicuramente dimostra una scarsa conoscenza dei nostri luoghi e del nostro ricco patrimonio. Dispiace che a monte sia stata offerta quest'immagine della Calabria, che di certo non la merita affatto. Credo che purtroppo ci siano ancora tanta ignoranza e tanti pregiudizi da sfatare, che riguardano non soltanto la Regione Calabria, ma tutto il nostro Paese. Oggi ci siamo accorti con sconcerto che non soltanto la compagnia aerea aveva descritto la Calabria in questi termini, ma anche la guida Lonely Planet, molto conosciuta da chi viaggia, offriva della nostra Regione un'immagine distorta, simile a quella pubblicata da Easyjet. È una grande delusione per noi. Questo richiamo alla ‘dolce vita' poi è molto offensivo, non ha alcuna accezione positiva o profonda, come si potrebbe pensare, a sembra alludere quasi a una sorta di lentezza o nullafacenza. E francamente è inaccettabile. A questo si aggiunge lo stereotipo ancor più grave legato alla mafia. Io me ne sono occupata già nella passata legislatura, perché questo non è un fenomeno legato solo al Sud Italia, ma riguarda purtroppo tutta l'Unione europea. Eppure quando si parla della mafia sembra quasi che appartenga solo al nostro contesto territoriale.