Manca ormai meno di una settimana alla riapertura dei confini nazionali dopo il lockdown per l'emergenza Coronavirus. A partire dal 15 giugno, infatti, la maggior parte dei paesi europei riaprirà le frontiere e si potrà tornare a viaggiare liberamente all'interno dell'area Schengen e nell'Ue, mascherine alla mano, facendo ripartire così il settore del turismo e del trasporto aereo, entrambi fermi ormai da circa tre mesi. Tuttavia, non tutti sono d'accordo con questa decisione: alcuni governi, come Austria e Grecia, stanno prendendo tempo in attesa di stabilire se e quando potranno tornare ad accogliere i cittadini in arrivo dalle aree più colpite dalla pandemia, Italia e Spagna in primis, altri incentiveranno gli spostamenti solo con gli Stati vicini. Per questo il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, da giorni sta volando da una Capitale all'altra del Vecchio Continente per stringere accordi con i i partner per far arrivare turisti stranieri in Italia e viceversa, il che "significa far lavorare commercianti, artigiani, imprese. Far girare l’economia".

Il nodo Grecia: ancora limitazioni per gli italiani?

Dopo aver incassato l'ok della Germania, che dal 15 aprirà le frontiere con l'Italia, oggi Di Maio è ad Atene per sciogliere il nodo Grecia sul tema dei flussi turistici. Il governo greco ha deciso, per il momento, di imporre limitazioni per i cittadini che provengono dalle regioni italiane considerate ad alto rischio di contagio, che dovranno sottoporsi a un test all’arrivo per poter entrare, tra cui figurano anche Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Dal 15 giugno, invece, potranno arrivare senza restrizioni da Albania, Australia, Austria, Macedonia del Nord, Bulgaria, Germania, Danimarca, Svizzera, Estonia, Giappone, Israele, Cina, Croazia, Cipro, Lettonia, Libano, Nuova Zelanda, Lituania, Malta, Montenegro, Norvegia, Corea del Sud, Ungheria, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Finlandia. La lista, come aveva annunciato il ministro degli Esteri Theoharis, verrà ampliata dal primo luglio con altri paesi.

L'Austria pensa ad un approccio regionale

Resta ancora il punto interrogativo relativo all'Austria, dove il governo di Sebastian Kurz è in procinto di pronunciarsi sul confine di terra tenendo contro anche della proposta di Bolzano sulle iniziali riaperture regionali. Dal 22 giugno ripartiranno, intanto, anche i collegamenti aerei tra Vienna a Milano Malpensa e il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg si dice "molto fiducioso" per quanto riguarda l’apertura del confine con l’Italia già nei prossimi giorni: "Stiamo valutando un approccio regionale". Dunque, è possibile che la riapertura non riguarderà da subito tutto il Paese, ma almeno le regioni confinanti, ad eccezione di Lombardia e Trentino Alto Adige, con il provvedimento che entrerebbe in vigore il 15 giugno. "Contano i dati e i fatti e stiamo lavorando intensamente per un ripristino della libertà di circolazione", ha aggiunto Schallenberg, sottolineando che i dati epidemiologici la scorsa settimana non avrebbero ancora consentito una riapertura del confine con l’Italia. È stato, invece, un percorso travagliato ma alla fine la Confederazione Elvetica ha deciso che il 15 giugno la Svizzera non riaprirà i confini solo con Austria, Germania e Francia ma con tutti i Paesi del’Unione Europea, Italia compresa.

I paesi dove resta obbligatoria la quarantena

La maggior parte dei paesi europei riaprirà le proprie frontiere senza l'obbligo di quarantena di 14 giorni per chi arriva. Ma non in tutti: nel Regno Unito, ad esempio, il governo di Boris Johnson ha introdotto la quarantena obbligatoria a chiunque sbarchi con o senza sintomi da Covid-19, prevedendo multe da almeno mille sterline per i trasgressori, a partire dall'8 giugno. Stessa decisione è stata presa dalla Polonia, anche se dal 13 giugno è previsto un allentamento delle misure restrittive ai confini. Per quanto riguarda i rapporti con l'Italia, è da segnalare infine il caso Croazia: i confini sono aperti e il Governo non ha previsto forme di quarantena o isolamento, ma il  nostro non è tra i dieci paesi indicati da Zagabria che possono entrare liberamente senza limitazioni. Tuttavia, il turismo viene menzionato tra le “comprovate ragioni economiche” che sono imposte come condizioni per entrare. Off limits per i nostri connazionali, al momento, le frontiere della Danimarca, aperte solo ai turisti provenienti da Germania, Norvegia e Islanda.