Eutanasia, Cappato a Fanpage.it: “Consulta si è arrogata potere politico, nostra battaglia continua”

"Sono dispiaciuto per le persone che dovranno aspettare ancora più tempo in condizioni insopportabili e che non avranno la possibilità di scegliere l'eutanasia": lo ha detto Marco Cappato, dell'Associazione Coscioni, nella diretta su YouTube di Fanpage.it, commentando la decisione arrivata ieri dalla Corte Costituzionale, che ha giudicato inammissibile il referendum per l'eutanasia legale. "Ad oggi in Italia è illegale essere aiutati da un medico a interrompere la propria vita e la propria sofferenza", ha detto.
Secondo Cappato, "la Corte Costituzionale si è arrogata un potere politico, perché la Costituzione dice chiaramente quali sono le materie che non possono essere oggetto di referendum, cioè le leggi fiscali e di bilancio, quelle di amnistia e i trattati internazionali". L'eutanasia non rientrerebbe quindi tra questi temi. "La Corte negli anni ha però creato tutta una serie di criteri, come la ragionevolezza, molto soggettivi, e ha deciso che il nostro referendum non avrebbe tutelato a sufficienza le persone deboli e fragili. Ma questa è una posizione politica", ha proseguito Cappato.
Specificando che la posizione dei sostenitori del referendum è opposta: "Proprio perché un malato terminale è in una condizione di fragilità non dovrebbe essere obbligato a subire quella condizione come una tortura". Cappato ha quindi assicurato che continuerà la battaglia per l'eutanasia, con la disobbedienza civile ad esempio o con i ricorsi giudiziari seguendo i casi delle persone che si rivolgono all'associazione Coscioni. E ancora: "Tecnicamente potrebbe intervenire il Parlamento, che però in questi anni è stato molto disattento al tema. Francamente la legge in discussione in questo momento, a prima firma Pd e M5s, è una legge che fa addirittura passi indietro rispetto a ciò che ora è legale".
Cappato è sicuro che si stia andando in una direzione precisa, anche se forse ci vorrà più tempo del previsto. "Il vero danno è proprio alla credibilità della democrazia delle istituzioni. Le persone le sentono come lontane, questa sarebbe stata una grande occasione. Se garantire o no un diritto sarebbe stato un grande dibattito, in qualsiasi modo sarebbe finita".