Il Consiglio dei ministri ha deciso: il referendum confermativo e le elezioni suppletive in Sardegna e Veneto si terranno il 20 e il 21 settembre. A stabilirlo è stato lo stesso Cdm che si è riunito nella notte per decidere sulla concessione ad Autostrade per l’Italia. Su proposta del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è deciso di indire le votazioni per le due giornate che potrebbero essere le stesse delle elezioni regionali, anche se in questo caso non c’è ancora una data definitiva. Si voterà, di certo, per il referendum sul taglio dei parlamentari e per le elezioni suppletive in due collegi uninominali (Sardegna 03 e Veneto 09) del Senato. Nel comunicato di Palazzo Chigi si legge: “La data delle consultazioni è stata individuata in modo da far coincidere la data del referendum confermativo e quella delle elezioni suppletive”, seguendo “il principio di concentrazione delle scadenze elettorali, in considerazione delle esigenze di contenimento della spesa e delle misure precauzionali per la tutela della salute degli elettori e dei componenti di seggio”.

Il referendum confermativo e le elezioni suppletive

Il referendum era stato convocato per il 29 marzo, ma è slittato a causa dell’epidemia di Coronavirus. Gli italiani saranno chiamati al voto per confermare (o meno) la riforma che prevede la riduzione del numero di parlamentari: si passerà, in caso di conferma, dal 630 a 400 deputati alla Camera e da 315 a 200 parlamentari al Senato. Il referendum confermativo è stato chiesto da un quinto dei componenti del Senato. Per la sua approvazione non serve il raggiungimento di un quorum: prevale il sì o il no in base a chi raccoglie una percentuale maggiore di voti.

Le elezioni suppletive si terranno in due collegi uninominali rimasti vacanti. Il primo è il collegio sardo in cui era stata eletta Vittoria Bogo Deledda, senatrice del Movimento 5 Stelle deceduta a marzo. Il secondo seggio vacante è quello del Veneto in cui era stato eletto, sempre al Senato, Stefano Bertacco, di Fratelli d’Italia. Anche in questo caso le nuove elezioni sono state rese necessarie dalla morte del parlamentare, avvenuta lo scorso 14 giugno.

Le elezioni regionali: data non è ancora ufficiale

Il Consiglio dei ministri non ha ancora ufficialmente deciso una data per le elezioni regionali, anche se l’ipotesi più probabile è quella di un accorpamento e quindi di un voto per il 20 e 21 settembre. Si vota in sei Regioni: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto. A cui si aggiunge anche la Valle d’Aosta. Stessa data potrebbe essere prevista anche per le elezioni amministrative: sono chiamati al voto 1.133 comuni. Intanto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, anticipa i tempi e annuncia: “Confermo che il Veneto andrà all’election day il 20 e il 21 settembre. Finalmente il governo è arrivato a questa sofferta decisione. Provvederò a firmare il decreto di indizione delle consultazioni regionali nei termini previsti dalla legge”.