Frizioni tra Lega e M5S sulla lotta allo spaccio di droga. Ieri il ministro degli Interni Matteo Salvini ha presentato il ddl anti-spaccio, in cui ha annunciato pene più severe per chi vende la droga, ma anche l'eliminazione del concetto di ‘modica qualità', che finora, secondo quanto ha spiegato in conferenza stampa, ha impedito a chi detiene piccole quantità di sostanze stupefacenti di finire in carcere. L'occasione per presentare il disegno di legge è stata offerta dall'incidente avvenuto sabato notte nelle Marche, che ha causato la morte di due persone, una coppia, e il ferimento dei loro due figli. "Mi domando che cosa devi fare in Italia per rimanere in galera dopo aver commesso reati legati alla droga. Il tossico che ha investito la famiglia a Recanati era coinvolto in un reato per 225 kg di droga e sto stronzo era a spasso. Non è possibile", ha detto ieri il vicepremier. Le pene detentive passano da un minimo di tre ad un massimo di 6 anni, e le multe vanno da un minimo di cinquemila a un massimo di trentamila euro.

"Non è un intento punitivo nei confronti di chi consuma: lì c'è mamma e papà, la scuola, gli amici, non mi interessa entrare nelle aule di scuola – ha spiegato Salvini – A me interessa togliere dalle strade chi spaccia: poi quello che fa ognuno non mi interessa. I venditori di morte li voglio veder scomparire dalla faccia della terra". La Lega ha scelto di presentare un ddl in Parlamento, e non un decreto, proprio per le diverse opinioni che sull'argomento hanno anche gli alleati pentastellati: "Qui si tratta di salvare vite, poi so che da parte dei Cinque stelle ci sono proposte per legalizzare alcune droghe. Ma qui si tratta di altro, di togliere dalle strade persone che sono bombe umane".

Ieri dalle fila dei Cinque Stelle si sono levate infatti le prime critiche al progetto del Carroccio: "E credi di togliere la droga dalla strada? Inizia con arrestare i veri grandi dealers di droga oppure legalizza. Di modica quantità, io in questo disegno di legge, ci vedo solo il buon senso". Lo ha scritto il senatore M5S Alberto Airola in un post su Facebook, rivolgendosi al vicepremier Salvini.

Il senatore dei Cinque Stelle, Matteo Mantero, primo firmatario di un ddl al Senato per la legalizzazione della cannabis, ha commentato così: "Togliendo la modica quantità si perseguono i clienti e si salvano gli spacciatori. Sono contento – ha detto Mantero – che il ministro degli Interni voglia combattere le narcomafie, abbiamo lo stesso intento ed è proprio per questo motivo, per combattere la criminalità, che va consentito a chi vuole di piantare poche piante di Cannabis a casa propria. In questo modo si tolgono 5 milioni di persone dalle grinfie degli spacciatori. In Italia ci sono più di 200mila spacciatori di marijuana, il 95% dei sequestri riguarda le droghe leggere. La soluzione non è rivedere la modica quantità e quindi colpire il consumatore, ma togliere questo mercato dalle mani della mafia e concentrare le risorse economiche ed umane sullo spaccio internazionale". Ma per la Lega la proposta della legalizzazione non fa parte del contratto di governo.