Crisi sì, crisi no, crisi forse. Che quello di Italia Viva sulla prescrizione sia un bluff o meno non è ancora possibile saperlo. Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sembra pronto a sfidare Matteo Renzi e a capire, magari con un blitz in Parlamento, se è un bluff o se Italia Viva fa sul serio. Se così fosse la prima cosa da fare sarebbe verificare se la maggioranza può reggere, in Parlamento, senza i voti di Italia Viva. E se alla Camera non ci dovrebbero essere grossi problemi, ben altro discorso vale per il Senato, dove rischia di andare sotto. Motivo per cui si parla da qualche giorno, insistentemente, di una pattuglia di responsabili pronti a intervenire per salvare il governo e mandare avanti la legislatura. Ma andiamo a vedere i numeri dei due rami del Parlamento e l’impatto che potrebbe avere un’uscita di Italia Viva dalla maggioranza.

I numeri della maggioranza alla Camera

A Montecitorio per la maggioranza la partita è più semplice: i numeri ci sarebbero, anche con l’uscita di Italia Viva. D’altronde la maggioranza ha retto già in commissioni Affari costituzionali e Bilancio, bocciando il lodo Annibali con una forbice di nove voti, nonostante Iv si sia schierata con le opposizioni  di centrodestra. In Aula il margine dovrebbe essere anche leggermente più ampio. La maggioranza può contare su 207 deputati del Movimento 5 Stelle, 88 del Pd e 12 di Leu. A cui si aggiungono, certamente, i 3 del Maie, per un totale di 310. La maggioranza è fissata a quota 315, ma tra ex M5s, esponenti del Misto e qualche battitore libero si dovrebbe raggiungere senza alcun problema.

L’opposizione può contare sui 125 seggi della Lega, i 97 di Forza Italia e i 35 di Fratelli d’Italia. Per un totale di 257, a cui aggiungere i 10 di Noi con l’Italia ed eventualmente anche i 29 di Italia Viva. Per un totale di 296. Si potrebbero ancora sommare i 3 di +Europa, almeno sul caso della prescrizione, mentre per quanto riguarda i 36 deputati del Misto sembra da escludere che in molti si schierino con il centrodestra. I numeri alla Camera, quindi, ci sono, considerando anche le minoranze linguistiche e i non iscritti.

Al Senato la maggioranza traballa

Il problema per la maggioranza è al Senato, come sempre accaduto negli ultimi anni. Le opposizioni potrebbero avere, nel caso di fuoriuscita di Italia Viva dal governo, un margine di 6-7 voti. La maggioranza, infatti, si fermerebbe intorno a quota 155, mentre le opposizioni potrebbero superare i 160, comprendendo anche i renziani. Ma andiamo a fare i conti: la maggioranza può contare sui 98 senatori del Movimento 5 Stelle, i 36 del Pd e i 5 di Leu. Ci sono poi 7 senatori su 8 delle Autonomie che sostengono il governo. Del gruppo Misto, su un totale di 19 componenti, 14 stanno in maggioranza: tra questi ci sono i 5 di Leu, i 2 del Maie e quelli delle Autonomie. Sommando tutti i numeri si arriva a quota 155, con una forbice minima che non va oltre i 147. Ma per aumentare il bottino si può sperare anche negli 8 senatori ex M5s oltre che nei senatori a vita, che potrebbero diventare decisivi.

L’opposizione può contare su 61 seggi di Forza Italia, i 60 della Lega e i 18 di Fratelli d’Italia. A cui aggiungere un senatore delle Autonomie e cinque del Misto. Sommando anche Italia Viva – con i suoi 17 eletti a Palazzo Madama – arriviamo a 162. In realtà 161 perché Umberto Bossi da un po’ di tempo non presenzia più a causa, probabilmente, delle sue condizioni di salute. L’opposizione, con Italia Viva, dunque, sarebbe leggermente avanti e potrebbe seriamente compromettere la tenuta del governo.

I responsabili che potrebbero salvare il governo

Nelle ultime ore circola quindi l’ipotesi che esista un gruppo di responsabili, pronti a dare una mano al governo e salvare la maggioranza guidata da Giuseppe Conte. Si parla, in primis, di alcuni esponenti di Forza Italia. Come riporta Repubblica in un retroscena, la strategia di Conte ora potrebbe essere quella di presentarsi alle Camere per verificare se il governo ha la fiducia del Parlamento anche senza i renziani.

Una sorta di blitz con la speranza di contare sul sostegno di 15 senatori ‘responsabili’, che sarebbero sufficienti a tenere in piedi la maggioranza. Non si fanno nomi per il momento, ma si parla di esponenti di Forza Italia. Inoltre c’è chi dice che la ricerca dei ‘responsabili’ sia partita già da settembre, quando è nata Italia Viva. E i voti si potrebbero trovare non solo tra le fila di Forza Italia, ma anche tra gli ex M5s e qualcuno del Misto. La Stampa ricorda come la prima prova dell’Aula si potrebbe configurare con la fiducia sul decreto intercettazioni, con Italia Viva che potrebbe disertare l’Aula. E intanto si fa strada un’altra ipotesi, anche se più complessa: un governo Draghi con tutti dentro, anche se probabilmente senza il sostegno di Lega e Fdi, ma solo di Forza Italia. Fantapolitica, per il momento.