La maggioranza tiene sulla prescrizione, nonostante il mancato sostegno di Italia Viva. Anzi, proprio contro l’iniziativa del partito di Matteo Renzi che, presentando il lodo Annibali, ha chiesto di rinviare l’entrata in vigore della riforma Bonafede al 2021. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno bocciato l’emendamento al decreto Milleproroghe proposto da Lucia Annibali, deputata di Italia Viva. A fare la differenza sono nove voti: 49 i contrari, 40 i favorevoli nell'appello nominale. Hanno votato contro M5s, Pd e Leu e alcuni esponenti del Misto. A favore Iv, ma anche Lega, Fdi e Fi. Il governo aveva espresso parere contrario.

Lo scontro sul lodo Annibali

Il lodo Annibali prevedeva il blocco degli effetti della riforma Bonafede che dal primo gennaio di quest’anno ha cancellato la prescrizione: l’emendamento rinviava tutto al 2021. Esulta il Pd con Michele Bordo, vicecapogruppo alla Camera, sostenendo che questo provvedimento "non avrebbe modificato la legge Bonafede: se sarà in vigore la legge Bonafede ancora per un po’ è solo per merito di Italia Viva”.

La stessa Annibali parla del voto come di una “scelta di poco buon senso, irragionevole, che non possiamo sostenere per questione di merito, di diritto, di principi”. E ribadisce che il lodo Conte bis per Italia Viva è “invotabile”. Intanto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sostiene che non ci sarà “nessuna mediazione” sul lodo Conte bis: “Non esiste alcun lodo Conte ter. Adesso dobbiamo andare avanti e nel frattempo resta in vigore la riforma della prescrizione”. Chi non si arrende, intanto, è anche Forza Italia, che ha presentato un emendamento al dl intercettazioni, prevedendo il ripristino della riforma Orlando e cancellando la riforma Bonafede.

Prescrizione, gli insulti a Lucia Annibali

Per Lucia Annibali la giornata è stata caratterizzata anche da un grave episodio sui social, con gli insulti ricevuti da alcuni utenti. A denunciarlo è la stessa deputata di Iv: “Questo è un classico esempio di quanto subiscono le donne che si espongono pubblicamente con le loro idee: insulti sessisti, minacce, violenza verbale. Nel mio caso, la mia vicenda personale usata come un’arma di offesa con l’intento preciso di limitare la mia libertà d’espressione. Stia pur certo il signore, che ovviamente non ci mette la faccia, che non mi lascerò intimidire né da lui né da nessun altro”. Il riferimento è ai commenti in cui un utente chiama in causa Luca Varani, l’uomo che fece sfregiare con l’acido il voto della stessa Annibali.

Matteo Renzi è intervenuto sulla vicenda per offrire la sua solidarietà alla deputata: “Lei si chiama Lucia Annibali. È una donna, fa l’avvocato, è una bravissima parlamentare. Sta facendo una dura campagna per modificare la legge sulla prescrizione. I professionisti dell’odio non rispondono sui contenuti ma la attaccano esaltando, citandolo per nome e cognome, l’uomo che anni fa le ha gettato acido sul volto, sfregiandola. Mi fanno schifo. Spero che tutti i parlamentari – comunque la pensino sulla prescrizione, anche quelli che non sono d’accordo con la Annibali – e le persone perbene siano a fianco di Lucia, del suo dolore, della sua intelligenza. Noi siamo con la Annibali. E contro questi meschini profeti dell’odio”.