Il parere del Cts che la Regione Sardegna avrebbe ignorato, decidendo quest'estate di riaprire le discoteche a ridosso di Ferragosto, continua a fare discutere. Secondo ‘la Repubblica' ci sarebbe stato un primo parere, inviato dagli esperti del Cts all'assessore della Sanità Mario Nieddu e al direttore generale della Sanità Marcello Tidore, con una mail datata 6 agosto, e poi una seconda interlocuzione informale, prima della firma dell'ordinanza l'11 agosto, da parte del presidente della Regione Solinas. E intanto la Procura di Cagliari ha aperto un'inchiesta per epidemia colposa, per accertare eventuali responsabilità da parte della giunta.

I consulenti del Cts, si legge in un articolo su ‘la Repubblica', "hanno analizzato la prima bozza dell'ordinanza che conteneva la proroga ai locali da ballo e hanno dato un giudizio inequivocabile: ‘Il Comitato non approva il documento'. Di più: hanno messo nero su bianco la loro preoccupazione per le scene di assembramento testimoniate dalle foto pubblicate sui social".

Oggi il governatore di centrodestra Christian Solinas, in un'intervista pubblicata oggi su ‘la Repubblica', nega tutto: "Quel documento, che ho letto solo in queste ore dal vostro sito, rientrava in una corrispondenza interna con l'assessorato regionale alla Sanità: era riferito a un'altra vicenda, a delle linee guida mai emanate in seguito. Il 6 agosto non c'era alcuna ordinanza regionale e le discoteche erano aperte in virtù del dpcm in tutta Italia".

Per Solinas si tratta solo di una "Macchina del fango", messa in piedi per "colpire una Regione più sana di altre". "Il Cts – spiega – esprimendosi su altri documenti aveva proposto sei motivi di criticità, che sono stati tutti soddisfatti nella stesura della successiva ordinanza". Inoltre, sottolinea, in quel momento i dati sanitari della Regione non destavano particolari preoccupazioni: l'Rt, l'indice di contagio, all'11 agosto era a 0,33, e le terapie intensive erano vuote. Solinas nega poi di aver ricevuto pressioni da parte di Berlusconi o Briatore: "Nessuna telefonata o pressione. Ridicolo che venga montato questo circo per la riapertura delle discoteche dal 12 agosto al 16, cinque giorni".