I viaggi all'estero non sono vietati dall'ultimo decreto Covid del governo, che tuttavia ha prorogato il blocco degli spostamenti tra le Regioni. Una situazione su cui non sono mancate le critiche, specie da parte degli operatori del turismo che hanno ribadito come non abbia senso fermare tutto il sistema dell'ospitalità italiana, a un costo economico elevatissimo, e poi permettere ai cittadini di andare comunque in vacanza all'estero. Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha ribadito come in questo momento siano sconsigliati tutti i viaggi all'estero non motivati da urgenti necessità.

"Quello che noi abbiamo chiesto è rimanere a casa e non spostarsi, chi va all'estero e rientra deve fare un tampone all'andata e al ritorno, rientra nelle regole della mobilità europea. Ma non stiamo assolutamente consigliando ai cittadini di andare all'estero, anzi sconsigliamo di spostarsi perché siamo in una fase difficile", ha detto Di Maio a Tg2post, sottolineando come la variante inglese stia colpendo tutti i Paesi europei e rendendo estremamente delicata la situazione.

In arrivo il Green Pass europeo

Il ministro degli Esteri ha poi spiegato che le cose potrebbero presto cambiare da quest'estate grazie al Certificato Verde dell'Unione europea, che nasce proprio con lo scopo di permettere ai cittadini europei di potersi spostare in sicurezza e che, secondo le previsioni, dovrebbe arrivare proprio verso la metà di giugno quando inizierà anche la stagione turistica. "Da questa estate avremo il certificato verde: le persone vaccinate si potranno muovere nell'Ue più facilmente. Non è solo un modo per poter andare all'estero ma è un modo per far sì che anche milioni di turisti europei possano venire in Italia", ha aggiunto.

Come funziona per i viaggi all'estero

Come abbiamo detto, al momento i viaggi all'estero non sono vietati. Tuttavia ci sono una serie di elementi da tenere in considerazione. Per prima cosa il fatto che il Paese che si intende raggiungere potrebbe prevedere delle restrizioni severe per i cittadini in entrata. I Paesi in cui è possibile andare senza necessità di motivare il proprio spostamento sono: Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco.

Chi rientra invece da alcuni Paesi come Austria, Regno Unito o Stati Uniti, deve sottoporsi alla quarantena di 14 giorni. È invece richiesto l'isolamento fiduciario a chi torna in Italia dopo essere stato in Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore e Thailandia. Insomma, le regole cambiano a seconda della meta, e spesso è richiesto almeno un tampone al ritorno a casa: ma in ogni caso, come sottolinea la Farnesina, la situazione epidemiologica è ancora precaria e qualsiasi spostamento che non sia assolutamente necessario viene sconsigliato.