Meglio Putin che i petrolieri”. Così, con una battuta, il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio risponde – interpellato dall’Ansa – sul caso dei presunti fondi russi alla Lega. “Cosa ne penso di questa storia? Ma va, sto lavorando, sicuramente meglio Putin che i petrolieri”, dice ridendo il capo politico del Movimento 5 Stelle. “Scherzi a parte, il M5s pensa agli italiani e a me interessa questo. Stop. La nostra posizione ufficiale è pubblica sulla pagina M5s”, sostiene Di Maio. Che poco dopo parla ancora dello stesso tema durante una diretta Facebook: “Sto leggendo di audio dei petrolieri russi. Quando sento questa roba sono sempre più orgoglioso del Movimento 5 Stelle. Da noi mai giochi geopolitici sotterranei”.

La diretta Facebook del vicepresidente del Consiglio si concentra però anche su altri temi, soprattutto in campo economico. Si parte dal salario minimo, definito come “quella legge che metterà fuorilegge gli stipendi a due-tre euro all’ora”. E sul tema lancia una sorta di ultimatum ai suoi alleati di governo del Carroccio: “Ora sento la Lega dire che l’accordo non c’è. Secondo me bisogna andare avanti come un treno: se c’è qualcuno che gode a vedere questi ragazzi sfruttati ce lo dica. Ma io mi sono stancato di aspettare”.

Stesso discorso viene ribadito per Alitalia: “Lunedì 15 si deve chiudere. C’è Ferrovie dello Stato, c’è il Mef, c’è Delta Airlines, manca il quarto soggetto. Mi dicono che c’è una offerta in arrivo da Atlantia: io non ho pregiudizi, ma nessuno può pensare che si faccia un passo indietro sulla revoca ad Autostrade per questo. Se si vogliono fare offerte verranno valutate da Mef e Delta”.

Non manca un passaggio sulla questione migranti, al centro del dibattito politico da giorni:  “Ne stiamo sentendo di tutti i colori”. Di Maio parla in primis delle Ong che “vanno nelle acque libiche dove non potrebbero andare, prendono le persone, le mettono sulle navi e le portano qui per sfidare il governo italiano. Sfidare il governo italiano fa notizia e questa cosa non la possiamo permettere. Noi abbiamo sempre partecipato ad aiutare le persone, ma se il Mediterraneo deve diventare un palcoscenico, con la capitana e i personaggi che attaccano il governo, allora a me non sta bene. Per questo stiamo proponendo la confisca di queste imbarcazioni. Le Ong si comportano in un modo che non ha nulla a che vedere con il salvataggio in mare”.

Ma, secondo Di Maio,  non è questo “il problema dell’immigrazione: è l’esportazione delle armi, il neo-colonialismo, la mancanza di un piano dell’Ue per lo sviluppo dell’Africa. Dobbiamo affrontare questi problemi molto più grandi e abbiamo iniziato ad affrontarli con la mozione approvata in Parlamento che vieta l’export di armi dall’Italia nei paesi che non rispettano i diritti umani o hanno conflitti in corso”.

Ultima questione è quella delle autonomie regionali: “Noi ci faremo garanti dell’unità nazionale. Se autonomia dovrà essere, non dovrà regionalizzare la scuola, non dovrà creare ulteriori disparità nella sanità e qualsiasi riparto di risorse verso le regioni che la stanno chiedendo deve prevedere livelli essenziali di prestazione per tutte le regioni e un aggiornamento costante che porti a far sì che quando si trasferiscono i soldi alle regioni, quando hanno un extra-gettito lo devono condividere con le altre regioni. Ci permetterà di fare una autonomia light che non avrà un impatto sulle altre regioni”.