Il ministro della Salute, Roberto Speranza, torna a parlare di riaperture, ospite di Mezz’ora in più, trasmissione in onda su Rai 3. “Io credo che in questa fase dobbiamo provare a tenere insieme due parole. Fiducia e prudenza, queste due parole devono guidarci nelle prossime settimane. Siamo in una fase che inizia a diventare diversa, con la campagna di vaccinazione che va avanti, c’è un’accelerazione. E in più abbiamo adottato misure molto dure nelle ultime settimane”, afferma. Secondo Speranza “questi due elementi, la vaccinazione e le misure adottate, ci mettono nelle condizioni di costruire una road map che ci fa guardare con fiducia al futuro. Guardare avanti con i piedi ben piantati per terra, un passo alla volta”.

Il ministro della Salute spiega che è stato trovato un compromesso sulle riaperture, che vanno però messe in campo con gradualità: “Ci sarà una fase non brevissima, non ci sarà un giorno in cui d’incanto scompaiono tutte le misure. Oggi siamo in una situazione diversa, possiamo permetterci alcune aperture e per maggio abbiamo puntato sugli spazi all’aperto, e poi abbiamo scelto la scuola. Penso che la scuola sia l’architrave della nostra società, la cosa più importante da cui ripartire. Vogliamo che il più alto numero possibile di ragazzi possa tornare a scuola in presenza. Sicuramente ci stiamo assumendo un po’ di rischio, un rischio ragionato, non folle, ma un elemento di rischio c’è. Soprattutto ora, quando dal 26 aprile si aprirà una fase di ripartenza, avremo ancora più bisogno di attenzione, di rispetto delle norme fondamentali, oggi più che mai abbiamo bisogno di una mano di tutti per gestire questa fase di transizione e nel giro di qualche mese avremo numeri delle vaccinazioni alte”.

Speranza rivendica anche quanto fatto dal governo nella gestione della pandemia nei suoi primi mesi, nel 2020: “Sono state scelte radicali, ma scelte giuste e non è un caso che i principali paesi europei abbiano seguito la strada. Non c’era scritta da nessuna parte che il lockdown duro fosse la soluzione”. Il ministro della Salute parla anche del dossier dell’Oms e della mail che Ranieri Guerra avrebbe inviato il 14 maggio allo stesso Speranza: “Quella mail ci informava che era stato pubblicato quel report e ci riportava un dibattito legittimo all'interno dell'Oms, quelle scelte sono state tutte dell'Oms”. Scelte che, spiega il ministro, spettavano all’Organizzazione mondiale della sanità e non al governo italiano. Speranza conclude ricordando che negli ultimi tre giorni sono state somministrate un milione di dosi di vaccino e facendo un appello politico in riferimento alla gestione sanitaria della pandemia: “Non buttiamo questa materia nella polemica politica come una clava, che crea odio, un linguaggio violento e frattura nel Paese”.