Covid 19
16 Gennaio 2023
11:58

Covid, i contagi scendono ma la campagna vaccinale è ferma: il monitoraggio Gimbe

Il nuovo monitoraggio della fondazione Gimbe segnala che i nuovi contagi da Covid-19 in Italia, come anche i ricoveri in ospedale e il numero di morti, sono in calo. La campagna per le quarte dosi di vaccino, però, va a rilento, e con l’arrivo di nuove varianti le persone più fragili restano scoperte.
A cura di Luca Pons
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Covid 19

La circolazione del Covid-19 in Italia è "largamente sottostimata", ma "al momento non desta preoccupazioni". Questo è quanto emerge dall'ultimo monitoraggio della fondazione Gimbe. Il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, ricorda però che "la campagna vaccinale rimane sostanzialmente al palo".

Tra i motivi per cui la campagna va a rilento ci sono la "scarsa incisività della comunicazione istituzionale", "le modalità di chiamata utilizzate a livello regionale", ma anche "la crescente diffidenza dei cittadini nei confronti dei vaccini". Eppure una copertura adeguata con la quarta dose, per anziani e fragili, è ancora necessaria. Bisogna considerare, infatti, "le varianti emergenti" del Covid, il "rilevante impatto dell’influenza sui servizi sanitari" e anche le nuove regole, più ‘rilassate', con cui il governo ha deciso di gestire i positivi e i contatti stretti.

I dati sui vaccini: meno di uno su tre ha fatto la quarta dose

Le persone che hanno fatto il vaccino anti-Covid per la prima volta nella settimana dal 6 al 12 gennaio sono state 639. Un dato praticamente identico a quello della settimana prima, quando erano state 640. Di queste, il 18,6% è nella fascia di età 5-11 anni. È aumentato il numero di over 50 – ovvero la categoria più a rischio di malattia grave – che hanno fatto la prima dose: sono stati 227, il 7,6% in più della settimana prima.

Ora, le persone in Italia che non hanno ancora avuto neanche una dose di vaccino anti-Covid sono 6,78 milioni. Di queste, circa 590mila sono temporaneamente protette perché sono guarite dal Covid-19 da meno di 180 giorni. I restanti 6,19 milioni, invece, potrebbero fare la prima dose immediatamente.

Per quanto riguarda la terza dose di vaccino la copertura è decisamente alta (84,8%), con dati variabili in base alla Regioni: dal 78,6% della Sicilia all'88,7% della Lombardia. Le somministrazioni, nella settimana presa in considerazione, sono scese da 1.257 al giorno a 1.078 al giorno. Restano 7,26 milioni di persone che non hanno fatto la terza dose, di cui 5,76 milioni potrebbero riceverla subito.

La quarta dose è il vero punto debole della campagna vaccinale in Italia. Secondo i dati, su una platea di 19,1 milioni di persone – perché è rivolta soprattutto a over 60 e persone fragili, oltre al personale sanitario e agli ospiti delle Rsa – l'hanno fatta solo 5,7 milioni.

Significa che il tasso nazionale di copertura delle quarte dosi è al 30%. Ci sono importanti differenze tra Regioni: la Calabria è al 13,6%, mentre il Piemonte al 43,8%. Le nuove quarte dosi somministrate sono calate leggermente: 9.625 al giorno nella settimana presa in esame, mentre erano 9.677 la settimana prima.

Gli altri numeri: nuovi positivi giù del 38%

Per quanto riguarda gli altri dati sul Covid-19 in Italia, la settimana dal 6 al 12 gennaio ha fatto registrare un miglioramento in quasi tutti i campi. I nuovi positivi sono diminuiti del 38,2%, dai 135mila della settimana precedente agli 84mila del periodo preso in esame da Gimbe. In media, ci sono stati 12mila casi al giorno.

I nuovi positivi sono scesi in tutte le Regioni, anche se con delle importanti differenze: il calo è stato del 10,9% nella Provincia autonoma di Bolzano, mentre è arrivato al 50,3% in Liguria. Sono scesi moltissimo i nuovi contagi anche in Piemonte (-48%) e in Veneto (-46,7%). Anche guardando alle province, i contagi non aumentano da nessuna parte. Il calo più ridotto è nella provincia di Crotone (-4,8%) e in quella di Enna (-5,7%), mentre quello più pronunciato si trova a Sassari (-60,9%), seguita da Cuneo (-58,4%).

Tra le Regioni, a registrare l'incidenza più alta di casi è l'Abruzzo, dove sono contagiati 233 abitanti ogni 100mila, e subito dopo la Sicilia con 209 positivi ogni 100mila abitanti. L'incidenza più bassa, invece, è in Valle D'Aosta: 61 abitanti ogni 100mila, meglio anche del Piemonte, che ne registra 72 su 100mila. Tutte le Regioni, e anche tutte le province, sono nettamente al di sotto della soglia di 500 casi per 100mila abitanti.

La diminuzione dei positivi arriva anche a causa del calo nel numero di tamponi. I rapidi sono scesi del 13,7%, ovvero 97.900 tamponi in meno effettuati. I molecolari, invece, sono aumentati del 6,9% (circa 9.700 in più), ma non basta: il numero totale di tamponi scende comunque del 10,3%.

Giù anche i ricoveri per Covid e i decessi

I ricoveri in ospedale sono calati sia per quanto riguarda l'area medica, con un -16,8%, sia in terapia intensiva, dove il dato è di -2,8%. I letti occupati in ospedale da pazienti Covid sono scesi: sono 310 in terapia intensiva, mentre erano 347 il 12 novembre 2022, e nell'area ospedaliera sono scesi da 9.764 (il dato più alto, risalente al 12 dicembre 2022) a 6.421. Sul totale dei posti letto in Italia, il 10% è occupato da pazienti Covid, mentre per la terapia intensiva il dato è al 3,1%.

Scende anche il numero di morti: nel periodo preso in esame sono stati 576, con una media di 82 al giorno. Nella settimana precedente, la media era stata di 111 decessi al giorno.

32458 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni