Multe per chi soccorre i migranti, più poteri al Viminale per decidere sulle navi in transito nelle acque italiane e fondo ad hoc per i rimpatri. Sono queste alcune delle principali misure inserite nel decreto sicurezza bis, voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini e approvato definitivamente il 5 agosto dal Senato, diventando così legge. Un provvedimento su cui si sono spesso alzati i toni anche all'interno del governo, con non poche proteste all'interno del Movimento 5 Stelle. Ecco cosa prevede il decreto sicurezza bis in materia di immigrazione, accoglienza, Ong, pubblica sicurezza e forze dell'ordine.

Il testo del decreto sicurezza bis

Il decreto sicurezza bis è composto da 18 articoli ed è suddiviso in due parti: la prima riguarda i migranti, il salvataggio in mare e il soccorso nel Mediterraneo, soprattutto da parte delle navi delle Ong. La seconda si concentra sull’ordine pubblico e le manifestazioni sportive. In particolare, la prima parte dell’articolato riguarda i poteri del Viminale e le sanzioni previste per le Ong, con multe che vanno da 250mila euro a un milione per il mancato rispetto delle direttive del ministero dell'Interno. Per quanto riguarda l’ordine pubblico, vengono introdotte norme a favore della polizia e dei vigili del fuoco. Si prevede, inoltre, il Daspo per i responsabili di violenze durante le partite negli stadi in caso di recidiva.

Immigrazione e Ong: la stretta sui migranti

La principale novità del provvedimento riguarda le multe – da 10mila a 50mila euro – per le navi che sbarcano in Italia dopo aver soccorso migranti in mare. Una stretta rivolta soprattutto alle Ong, quindi, riportata nella bozza del decreto approdato in Consiglio dei ministri. Nel testo ci sono state alcune modifiche e sono state escluse dalle sanzioni le navi “militari o in servizio governativo non commerciale”.

Le sanzioni saranno rivolte a comandante, armatore o proprietario della nave che sbarca in territorio italiano. Il comandante dell’imbarcazione, secondo quanto recita il decreto, “è tenuto ad operare nel rispetto della normativa internazionale e delle istruzioni operative emanate dalle autorità responsabili dell'area in cui ha luogo l'operazione di soccorso”. Altra novità riguarda i poteri del ministro dell’Interno, che può “limitare o vietare il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica”. Il titolare del Viminale dovrà informare “il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero della Difesa”.

Il nuovo fondo per i rimpatri

Arriva anche un fondo per i rimpatri, con una cifra per ora prevista di due milioni di euro per il 2019. L’obiettivo è quello di favorire i rimpatri dei migranti irregolari. Il decreto prevede il finanziamento di “interventi di cooperazione mediante sostegno al bilancio generale o settoriale ovvero intese bilaterali, comunque denominate, con finalità premiali per la particolare collaborazione nel settore della riammissione di soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale e provenienti da Stati non appartenenti all'Unione Europea”. I fondi arriveranno dalla riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente del programma ‘Fondi di riserva e speciali’ della missione ‘Fondi da ripartire’ dello stato di previsione del ministero dell’Economia nel 2019. Queste risorse potranno essere aumentate con una quota annuale non superiore a 50 milioni di euro.

Le operazioni sotto copertura e gli stadi

Il decreto sicurezza bis interviene non solo in tema di migranti, ma anche delle operazioni di polizia sotto copertura. Vengono previsti nuovi fondi per potenziare “l’utilizzo dello strumento investigativo delle operazioni sotto copertura”. La somma impiegata sarà di 500mila euro per il 2019, un milione di euro per il 2020 e un milione e mezzo per il 2021. Infine, nel decreto viene introdotto anche un pacchetto, contenente cinque norme, per il contrasto alla violenza negli stadi, con “disposizioni urgenti in materia di contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive”.

Le novità introdotte alla Camera

Dopo un lungo braccio di ferro è stata trovata la quadra tra Movimento 5 Stelle e Lega per gli emendamenti al testo approvati poi alla Camera. Tra le novità più importanti inserite c’è il sequestro delle navi delle Ong con tanto di arresto del comandante dell’imbarcazione nel caso in cui non abbiano rispettato il divieto di transito, ingresso e sosta nelle acque territoriali che spetta al ministro dell’Interno firmare. Un’altra modifica prevede l’arresto del comandante delle navi che abbiano compiuto un atto di resistenza contro una nave da guerra, ricalcando quanto avvenuto nel caso della Sea Watch. Il sequestro delle navi delle Ong, grazie alle modifiche apportate a Montecitorio, è possibile sin dalla prima violazione (e non solo in caso di reiterazione come inizialmente previsto). La nave sequestrata può essere impiegata dalla polizia o dalla protezione civile.