Matteo Salvini sull’emergenza Coronavirus: “3,6 miliardi dal governo sono un’aspirina, ne servono almeno 50”
"Questa settimana sarà decisiva per il coronavirus, dicono gli esperti. Regione Lombardia e Regione Veneto stanno correndo come matti, richiamando al lavoro medici in pensione. Li ringrazio". Lo ha detto Matteo Salvini durante una diretta Facebook dall'Umbria. "Poi leggi i giornali e guardi i telegiornali e vedi che c'è un'Europa assente sul tema virus. E assente anche sulla bomba immigrazione, il premier turco ha annunciato che ci manderà milioni di immigrati in Ue".
"Un'Europa seria farebbe rispettare l'accordo con la Turchia, difenderebbe le frontiere e invece domandatevi perché gli inglesi hanno fatto le scelte che hanno fatto. Vi ricordate la battaglia della Lega contro l'ingresso della Turchia? Ci dicevano fascisti, sfascisti, sovranisti, euroscettici. Bene adesso grazie ai geni di Bruxelles abbiamo regalato 10 miliardi alla Turchia e adesso ci dicono che di immigrazione non se ne occupano più, con 80mila immigrati spinti ad attraversare il confine con la Grecia", ha aggiunto il leader della Lega.
"Ho avuto contatti con i governatori de Nord. Le richieste economiche che noi umilmente chiediamo al governo, offriamo idee, come Lega, proposte economiche, suggerimenti. Per esempio la Regione Umbria ha chiesto di rinviare la tassa sulla plastica, cancellarla per tutto il 2020. È un ragionamento di buon senso, in un momento di emergenza. Ci aspettiamo da Conte una risposta. E invece otteniamo solo insulti. Ragazzi, al governo ci siete voi. Venezia non è nella zona rossa, ma è deserta. E non si corre alcun rischio lì, questo ci tengo a dirlo. L'Italia è il Paese più bello del mondo dove andare in vacanza. Non c'è bisogno di andare dall'altra parte del mondo per trovare un mare stupendo o delle montagne stupende. Magari se da un male si può trarre del bene, come diceva Sant'Agostino, questa è la volta buona che qualche italiano si riappropria di un po' di orgoglio per il suo Paese. Un governo serio dovrebbe dare un aiuto concreto agli imprenditori e agli albergatori, con tutte le cancellazioni che hanno subito".
"Mi pagano per suggerire e programmare. E dico a Giorgia Meloni e agli alleati di centrodestra che a noi non interessano gli inciuci. La Lega non vuole fare accordi con il Pd, on Renzi o con il M5s. Anche se siamo all'opposizione possiamo fare proposte concrete e di buon senso e dare consigli. Per esempio sulle cartelle di Equitalia che dovrebbero essere sospese per sei mesi. Non è la Lega che ha ‘inciuciato'. Domenica sarà la Festa della Donna, e potremmo festeggiarla per la prima volta grazie alla Lega, che ha fortemente voluto la legge sul ‘Codice Rosso'. Dopo un anno di governo abbiamo dimostrato che l'Italia è unPaese che si fa rispettare, sul tema sbarchi".
"Mi spiace che in questa concretezza a favore degli italiani gli alleati vedano una voglia della Lega di governare con il Pd o con Renzi. Dobbiamo invece ritrovare uno spirito di comunità, la compattezza, stiamo insieme. Saremo attenti che nessuno sfrutti questo virus per difendere la propria poltrona o per portare a casa qualche schifezza. Lasciamo a Conte la cattiveria, la rabbia, la gelosia. Dobbiamo aiutare i bar, gli operai, i camerieri, gli infermieri, i ristoratori. Dobbiamo uscire da casa, viviamolo questo Paese. Ci sarà la Giunta del Senato la prossima settimana per il caso Open Arms, per cui io rischio un altro processo. Io ho fatto il mio dovere, se devo andare a processo ci andrò. Un pensiero per il carabiniere che a Napoli ha difeso la sua vita e quella della sua fidanzata".
"Vorrei solo ricordare, senza polemica, che il primo allarme da parte dei parlamentari della Lega, la prima richiesta di quarantena , di controllo sanitario risale al 30 gennaio scorso, mentre i primi provvedimenti seri e concreti del governo sino arrivati solo tre settimane dopo. Mi domando e vi domando quanto sono costate e quanto costeranno quelle tre settimane perse?". Si è chiesto Salvini.
"Ieri il governo ha detto che stanno ragionando su 3,6 miliardi di euro per far fronte all'emergenza coronavirus. Dare 3,6 miliardi di euro è come dare l'aspirina a uno che ti viene in studio con la broncopolmonite. Ne servono almeno 50 di miliardi, stando all'associazione dei produttori", ha concluso l'ex ministro.