Continua la crisi dei migranti a Lesbo, dopo l'apertura delle frontiere stabilita dal presidente turco Erdogan. Il governo di Ankara ha annunciato che non fermerà più i profughi che vogliono andare in Europa. Intanto un bambino è morto durante il tentativo di sbarco di un gruppo di profughi sull'isola greca. Secondo il sito Cnn.gr, il barcone, con a bordo 48 migranti, che era partito dalla vicina costa turca, si è ribaltato quando è stato avvicinato da un'unità della Guardia costiera greca.

Quarantasette persone sono state tratte in salvo. Il cadavere del bambino è stato rinvenuto poco dopo. Nella notte 5 barche sono giunte sull'isola, due sono arrivate a Chios e altre due a Samos. La situazione a Lesbo è esplosiva: sull'isola, nel campo di Moria, che può ospitare 3mila persone, ci sono già 20mila rifugiati.

Gli abitanti di Lesbo contro i migranti

Non si placano le tensioni: oggi si sono verificati insulti e botte contro giornalisti e fotoreporter, urla contro personale dell'Unhcr, e una sassaiola contro un pullman della polizia, che ha provocato il ferimento di un agente. Gruppi di abitanti di Lesbo, sempre più insofferenti nei confronti degli arrivi dei migranti, hanno adottato comportamenti violenti. Alcune decine di persone hanno impedito lo sbarco di un gommone nella località di Thermi, dopo che questo, su cui viaggiavano una cinquantina di migranti, tra cui diversi bambini, era già da diverse ore in mare. Questo gruppo ha anche aggredito verbalmente il personale Onu che tentava di assistere i migranti. Inoltre un centro per l'accoglienza dei migranti in disuso è stato dato alle fiamme. Le immagini del pestaggio dei giornalisti su una banchina del porto sono diventate virali sui social network.

"Le catastrofi umanitarie non sono solo tragedie morali, sono fallimenti politici", ha detto in un'intervista a ‘la Repubblica' l'esponente radicale Emma Bonino. "Non soccorrere i profughi che rischiano la vita e soffrono la fame non è solo disumano, è contrario alle regole di diritto a cui siamo vincolati. Non si deroga all'umanità né alle regole di diritto".

Bonino: "Abbiamo dato a Erdogan il coltello dalla parte del manico"

"La Turchia oggi gestisce, anche per conto dell'Ue, tre milioni e mezzo di profughi che può ‘inviare' da un momento all'altro sui confini europei. Abbiamo dato a Erdogan il coltello per il manico", ha aggiunto.

Guardando alla riunione straordinaria dei ministri degli Interni Ue, "il conflitto siriano è un conflitto ampiamente internazionalizzato. Dovremmo ‘europeizzare' almeno la gestione delle conseguenze che riguardano più direttamente l'Ue e non solo gli stati europei prossimi alle aree di crisi", dice Bonino. "Ma l'Italia rimane prigioniera, anche con questo esecutivo, della trappola sovranista, che è un'ideologia che esibiamo, ma è innanzitutto un costo che subiamo, visto che l'assenza di integrazione e coordinamento europeo su questi temi oggi danneggia soprattutto l'Italia. Sono gli stati ‘sovrani' a portare la Ue alla paralisi".

Frontex interviene ai confini della Grecia

Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, ha avviato un piano di intervento ai confini marittimi della Grecia, nel mar Egeo. Lo ha comunicato il direttore dell'Agenzia, Fabrice Leggeri, affermando che si tratta di un'azione per assistere Atene nel gestire l'alto numero di migranti in arrivo dalla Turchia. Il governo greco ieri aveva chiesto ufficialmente a Frontex di intervenire ai confini marittimi nell'Egeo e oggi si sono iniziati i lavori per definire la strategia. Frontex, da parte sua, ha già aumentato la sorveglianza e sta mettendo in campo diversi funzionari in grado di fornire immediata assistenza.