Civici Controcorrente, La Vardera lancia Conte per le primarie, lui: “Mi fa piacere, ma prima il programma”
Prove di costruzione di campo largo. Quasi tutti i leader di centrosinistra (si nota l'assenza di Elly Schlein, che pure era stata invitata insieme al presidente dei dem Bonaccini) sono intervenuti in collegamento oggi ad Agrigento, per gli stati generali di Controcorrente e Progetto civico Italia, per presentare il programma per la Sicilia. Controcorrente è il movimento fondato dal deputato regionale Ismaele La Vardera, ex iena e candidato alle Regionali in Sicilia, che a luglio è stato nominato presidente di Progetto civico di Onorato, dopo il "matrimonio" a sorpresa tra le due forze politiche.
L'obiettivo di Controcorrente e di Progetto Civico Italia è chiaro: affermarsi come la principale forza di centro all'interno del campo largo, in vista delle prossime elezioni politiche 2027. La scelta di Agrigento per la due giorni non è casuale: proprio qui infatti si è registrato alle ultime amministrative il successo di Michele Sodano, candidato di Controcorrente appoggiato da Pd, M5s e Casa Riformista, eletto sindaco con oltre il 72% delle preferenze.
Oltre ai padroni di casa, La Vardera e Onorato, all'appuntamento hanno partecipato da remoto Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle (ex partito di Sodano), i due leader di Avs Bonelli e Fratoianni, ma anche Enzo Maraio di Avanti PSI, il sindaco Gaetano Manfredi (anche lui indicato secondo i rumors come possibile candidato del centrosinistra unito), il sindaco di Roma Roberto Gualieri. Per il Pd, oltre al responsabile esteri del partito Peppe Provenzano, c'è anche il segretario siciliano Barbagallo, che invoca unità: "Abbiamo avviato un percorso per costruire un'alternativa larga e inclusiva, l'abbiamo già dimostrato alle scorse elezioni amministrative. Dobbiamo avere la consapevolezza che uniti si vince, anche con forze politiche con idee diverse".
Il tema primarie del centrosinistra come via per la scelta della leadership è sicuramente al centro dei dibattiti che sul palco. "Prima di arrivare alle primarie bisognerebbe definire il percorso provincia per provincia e trovare la sintesi su sei o sette punti programmatici", dice Barbagallo. Anche per Manfredi quella delle primarie non è necessariamente l'unica strada percorribile: "Io credo che non esista una strada giusta in assoluto, nel senso che se la coalizione riesce a unirsi intorno a una figura unificante, indipendentemente dalla primarie, anche quella è una strada una strada percorribile, avvenuta in tanti casi. Se questo non è possibile, la strada delle primarie è una strada importante perché chiaramente è un esercizio di democrazia molto significativo che porta alla partecipazione alle persone", dice il sindaco di Napoli. "Però è fondamentale che le primarie non siano uno scontro tra persone, perché altrimenti diventano un elemento di divisione, non un elemento di unione. Ma che si facciano sulla base di un programma condiviso, poi si va da identificare il migliore interprete di questo programma con un patto forte di coalizione, che faccia sì che poi tutti insieme si remi nella stessa direzione. Ecco io credo che noi oggi una discussione non è tanto primaria sì o primarie no, ma se si debbono fare le primarie come si fanno queste primarie. Ed è importante che non ci siano divisioni, ma ci sia grande partecipazione grandi unità".
Anche per il leader di Avs Angelo Bonelli, intervenuto da remoto, bisogna concentrarsi sul programma: "Lavoriamo per un programma e ci auguriamo che con Pd, M5s e Avs possano esserci anche forze legate al civismo, di un'area liberaldemocratica, per contribuire a creare quella maggioranza solida che ci consenta di vincere le elezioni sulla base di un programma".
Il tema delle primarie, secondo Bonelli, sta un po' deprimendo il nostro elettorato e dobbiamo dare un segnale molto forte da questo punto di vista. Lvera questione oggi è data dal fatto che Meloni, Tajani e Salvini stanno decidendo sottobanco quando votare – ha aggiunto il co-portavoce di Europa Verde -. Meloni dica quando vuole andare a votare. La democrazia non è di proprietà della destra ma appartiene al popolo italiano. La cosa che noi dobbiamo fare, comunque, è accelerare sul programma. Fatto quello, vedremo quale sarà la metodologia più efficace per trovare il leader o la leader".
La tabella di marcia è condivisa da Fratoianni: "Legge elettorale a parte, la politica è condizionata da dinamiche di personalizzazione. Tuttavia penso che per affrontare bene, in maniera efficace, la questione della leadership del campo largo, serve mettere prima un programma. Se non lo facciamo prima, poi diventa un'avventura assai pericolosa. Un gruppo dirigente che si presenta al Paese per governarlo, deve essere prima definito", avverte.
La Vardera lancia Conte come leader del centrosinistra
Ma se il popolo del centrosinistra dovesse essere chiamato a votare il suo leader, Ismaele La Vardera annuncia quale sarebbe la sua preferenza: "Voterei il presidente Giuseppe Conte, senza se e senza ma. Se ci dovessero essere le primarie, possiamo partecipare, le dobbiamo fare".
Conte agli Stati Generali dei Civici Controcorrente: "Io al servizio del progetto progressista"
"La Vardera voterebbe per me alle primarie tra me e Schlein? Ne prendo atto, non posso dire che mi dispiaccia. Preciso che adesso dobbiamo lavorare al programma", è il commento a caldo fatto da Conte, collegato con la manifestazione. "Ogni giorno parlo di primarie perché rispondo alle domande dei giornalisti, però è chiaro che questo è il tempo del programma", per costruire "un progetto condiviso", per un'alternativa al governo di destra "poi verrà il momenti di scegliere un candidato leader. L'importante è non entrare nell'ottica di scegliere un leader di partito. Perché non devono esserci dei partiti che si confrontano e ognuno porta poi il suo candidato. Noi stiamo non cercando di fare una competizione tra partiti. Il senso delle primarie è chiedere ai cittadini chi secondo il loro giudizio ritengono sia più affidabile, più competitivo, in grado di interpretare meglio un progetto che nasca condiviso. In questa prospettiva La Vardera, Onorato e altri faranno le loro valutazioni, così come le faranno gli iscritti del Movimento. Io libererò gli iscritti dal vincolo di votare il loro leader di partito", sottolinea.
"Sicuramente molti parlano di ‘divisività' del metodo primarie. Se qualcuno ritiene che Elly Shlein o altri candidati siano più idonei nella prospettiva di andare a competere con Meloni e governare il Paese per cinque anni, che voti un altro candidato o un'altra candidata. Io sono al servizio di questo progetto progressista", ribadisce Conte.
"Oggi c'è una nuova formazione politica grazie ad Alessandro Onorato, Progetto civico, e questo si sta allargando e consolidando, con Controcorrente di La Vardera. Questo significa che il progetto alternativo che stiamo costruendo per cambiare il Paese e cercare di rilanciare la crescita e lo sviluppo sociale, oggi può aprirsi anche a un elettorato che magari non viene intercettato direttamente dal Pd, da Avs o dal M5s e può allargarsi a una fetta di Paese più ampia. E possiamo convincere anche tanti elettori che si sono rifugiati nell'astensionismo".
Il centro può essere determinante per vincere le prossime elezioni. Nel centrosinistra sembrano profilarsi due blocchi: da una parte il feeling tra Renzi e Schlein, come sottolineato da alcuni analisti, dall'altro il filo che lega Conte ed Onorato. "Non voglio parlare al posto di Onorato, ma ho letto che lui non avrebbe scelto tra Schlein e Conte. Renzi ha detto che voterebbe Schlein, La Vardera ha detto che voterebbe me – dice Conte – La mia attenzione verso Progetto civico non è certo legata al fatto che Onorato ha detto che appoggerebbe me, perché non me l'ha mai detto. Ma abbiamo un movimento nuovo, un movimento dal basso, perché dovremmo contrastarlo? Renzi da anni è fermo su quelle percentuali, non mi sembra abbia una potenzialità espansiva, lo dico con rispetto. Io non lo faccio per un tornaconto personale, sono a disposizione per dare forza massima a questo progetto progressista".
Poi un passaggio su Bersani, il quale la trasmissione Realpolitik su Rete 4, a una domanda diretta del giornalista che gli chiedeva di scegliere tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein per la leadership del centrosinistra, ha risposto testualmente: "Ma figuriamoci, se io mi metto a dire… Io do una mano a chiunque". "Una saggezza la sua, atteggiamento giusto – dice oggi Conte – Non si tratta di una competizione, vediamo chi vorrà candidarsi, ma le primarie vanno affrontate come squadra. Non possiamo più arrivare divisi, dobbiamo offrire la garanzia che si va a scegliere un leader che dovrà star lì per 5 anni. Dobbiamo offrire dei paletti, degli accorgimenti contro chi un domani, per logica partita, opportunismo, vorrà minare questo progetto. Purtroppo a sinistra c'è questa abitudine e io stesso sono preoccupato".