Briatore e Stella, clamoroso scontro in diretta mondiale a Monza: “Ho qui una bella foto”, “È insultante”
Una conferenza stampa ufficiale della FIA a Monza nel venerdì del GP d'Italia della Formula 1 2026, trasmessa in diretta in tutto il mondo, si è trasformata a Monza in uno scontro durissimo tra Flavio Briatore e Andrea Stella. Il tema era il caso Monaco e la sentenza della Corte Internazionale d'Appello che ha restituito le penalità a Pierre Gasly, togliendogli il podio. Ma Briatore è andato ben oltre la contestazione del verdetto.
Il manager Alpine ha infatti indicato uno dei giudici del collegio, Filippo Marchino, sostenendo che durante l'udienza si sarebbe comportato "come un procuratore" e mettendone in dubbio l’indipendenza per presunti legami con McLaren. Poi ha tirato fuori il foglio che aveva con sé: "Ho qui una bella foto", ha detto riferendosi a un evento del 2018 e ad altri elementi che, secondo lui, dimostrerebbero rapporti tra il giudice e l'ambiente della squadra di Woking.
Briatore mette in dubbio l'indipendenza di un giudice FIA
La sostanza dell'accusa è pesantissima. Briatore parte dalla sentenza: "Penso che sia molto ingiusta, prima di tutto, ma accettiamo la decisione". Poi sposta subito il discorso su uno dei membri del collegio: "Quello che è molto strano è il quarto giudice del panel. Uno dei giudici si è comportato come un procuratore".
A quel punto fa il nome di Filippo Marchino e contesta apertamente la sua indipendenza: "Il problema è che è molto legato alla McLaren". Briatore sostiene di avere elementi a supporto e mostra il foglio che tiene in mano: "Abbiamo una bella foto di questo signore mentre parla per McLaren nel 2018 a MSO Beverly Hills". Poi aggiunge il riferimento alla One Drop Foundation e alle vetture McLaren che, secondo lui, sarebbero state messe a disposizione dell'organizzazione.
Briatore insiste ancora: "Un giudice normalmente deve essere completamente indipendente", e arriva a definire Marchino "molto aggressivo durante l'udienza", ribadendo che si sarebbe comportato "come un procuratore".
C'è un dettaglio che, guardando il video integrale della conferenza, rende la scena ancora più pesante: Briatore non sembra improvvisare l'attacco. Arriva con il materiale già pronto, lo mostra davanti alle telecamere e costruisce l'accusa punto per punto. Non è quindi la classica risposta piccata nata da una domanda scomoda: è una contestazione preparata e portata volontariamente dentro una conferenza ufficiale FIA, con Stella seduto accanto e la diretta internazionale in corso.
Da quel momento il caso Monaco smette di essere soltanto una controversia sportiva: un dirigente di Formula 1 utilizza una conferenza ufficiale FIA per mettere pubblicamente in dubbio la credibilità di un giudice della stessa federazione, facendone nome e cognome davanti alle telecamere di tutto il mondo.
Stella reagisce: "È insultante, sono accuse molto serie"
Seduto a pochi metri da Briatore, Andrea Stella prova inizialmente a separare la sentenza dalle accuse personali: "Se vogliamo parlare della decisione, sono felice di commentare. Abbiamo appena pubblicato anche un comunicato. Se invece vogliamo parlare di questo tipo di accuse, non credo sia conveniente".
Anche la reazione del team principal McLaren dice molto. Stella inizialmente prova a tenere separati il merito della sentenza e le accuse personali, ma quando Briatore insiste cambia postura e tono. È in quel momento che il confronto smette di essere una normale schermaglia da paddock e assume quasi i contorni di un contraddittorio pubblico.
Il team principal McLaren infatti cambia tono e risponde in maniera molto più netta: "Trovo che questa conferenza stia andando in una direzione piuttosto insultante per McLaren, per la reputazione di una squadra che merita molto rispetto". E aggiunge l'avvertimento più pesante: "Se qualcuno fa accuse di questo tipo, che mi sembrano piuttosto serie, dovrà assumersi la responsabilità di quello che sta dicendo in un contesto pubblico".
Stella difende quindi anche il procedimento della Corte d'Appello: "L'udienza, tutta la Corte Internazionale d'Appello, è stata condotta secondo gli standard più elevati. Non dovremmo mettere in discussione questa fase nel modo in cui è stato fatto".
Ed è proprio questo a rendere la scena di Monza fuori dall'ordinario anche per gli standard della Formula 1: non una normale lite tra team principal, ma un dirigente che mette in dubbio in diretta mondiale l'indipendenza di un giudice FIA, con il rappresentante della squadra chiamata in causa seduto accanto a lui.
Il vero punto, infatti, non è più il podio perso da Gasly. Briatore ha trasformato una controversia sportiva in una questione sulla credibilità della giustizia FIA; Stella, rispondendo sul terreno della responsabilità, ha fatto capire che quelle parole potrebbero non esaurirsi nei pochi minuti della conferenza. È questo che rende lo scontro di Monza molto più serio del solito teatrino tra team principal. A Monza Briatore non ha contestato una sentenza: ha contestato pubblicamente chi l'ha emessa. Ed è una differenza enorme.