Antonelli, la foga può costargli il Mondiale di F1: Montoya spiega perché rischia nei ruota a ruota

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L’ex pilota di F1 individua qual è il vero nemico di Antonelli che si presenta al prossimo GP di Zandvoort da leader iridato: “Devono impedirgli di comportarsi da giovane e aggressivo”.

Proviamo a fare un gioco. Kimi Antonelli entra nella tenda di un cartomante, gli chiede di leggere le carte. Dai tarocchi pesca quella della Temperanza, ma è al rovescio. L'uomo la guarda e fa una smorfia, è un avvertimento chiaro. Juan Pablo Montoya, ex pilota di F1, è la persona che legge il futuro del leader del Mondiale e dà un vaticinio chiarissimo: "Devono impedirgli di comportarsi da giovane e aggressivo e di non farsi prendere dalla foga della gara. Così diventerà campione del mondo". È questa l'insidia principale del giovane driver della Mercedes che a partire dal GP di Zandvoort (23 agosto, in Olanda) affronterà la fase più delicata della stagione. Il pericolo maggiore non è la voglia di rivalsa di George Russell, né le ambizioni rinnovate della Ferrari e di Lewis Hamilton e nemmeno i guasti improvvisi che fanno da zavorra. Il rivale numero uno di Kimi è Kimi.

Antonelli non ha più bisogno di dimostrare di essere veloce. È in cima classifica, ha già vinto 6 gare e dopo il Gran Premio di Ungheria, che ha segnato l'ultimo appuntamento prima della pausa estiva, ha accumulato un tesoretto di 219 punti, +50 rispetto al britannico del Cavallino, +59 sull'inglese compagno di scuderia e un solco di +80 a salire che taglia fuori tutti gli altri a partire da Charles Leclerc. Un vantaggio significativo che dovrebbe indurlo a una gestione di se stesso e a una lettura della pista più saggia. Ecco perché, alla luce di quanto già capitato in altri momenti, Juan Pablo Montoya non ha dubbi nel trarre un suggerimento che vale come monito: "Nei ruota a ruota rischia incidenti per dimostrare che è il numero 1".

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Nel linguaggio della pista un'affermazione del genere porta con sé la domanda che deve indurre il pilota bolognese alla riflessione: quanto può permettersi Kimi di condurre ogni duello come se fosse decisivo adesso che il campionato gli chiede soprattutto di non sprecare quanto ha capitalizzato finora? La risposta ronza in testa ad Antonelli, lui sa bene qual è la cosa giusta da fare. Sempre riesca a tenere a freno gli impulsi. L'esempio gli arriva proprio dall'ultima corsa prima della sosta: il terzo posto sull'asfalto magiaro dopo un week-end difficile è stato un risultato prezioso per rinsaldare il margine in classifica. È tutta qui che si gioca la vera partita per il titolo iridato.

Tutte le volte in cui Antonelli ha già sfiorato il limite

Non serve scervellarsi per comprendere quali siano le ragioni di fondo che spingono Montoya a fare un ragionamento molto critico sul vero tallone d'Achille di Antonelli. "Se gli avversari lo sfidano e lui ha la possibilità di sorpassarli – ha ammesso nell'intervista a Betpack -, potrebbe finire per andare a sbattere… e fare cose solo per dimostrare a tutti che è lui il numero uno". In questo Mondiale è già capitato che Kimi abbia pagato dazio camminando sul filo del rasoio: a volte se l'è cavata per destrezza e per fortuna, altre volte no suscitando (anche) le ire di Toto Wolff.

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A inizio stagione, in Australia, Antonelli aveva perso il controllo della Mercedes in FP3 andando a sbattere pesantemente a Melbourne. L'incidente non gli impedì di qualificarsi in prima fila, ma fu uno dei primi segnali. Nella Sprint in Cina Antonelli prese dieci secondi di penalità per aver causato una collisione con Isack Hadjar alla curva 6. In Canada la luce rossa dell'allarme s'è accesa per la battaglia psicologica con Russell ("volevo indurlo all'errore") sia nella Sprint (dove evitò di finire sotto investigazione), che rischiò di mettere fuori causa entrambe le Mercedes, sia nel GP. A Spa il Team Radio su track limits aveva raccontato la paura del muretto. Sono episodi differenti ma hanno un comune denominatore: la capacità di capire quando la gara e la posta in palio non meritano il rischio.

La situazione nel Mondiale spiega perché questa è la parte più difficile

Antonelli ha chiuso la prima parte del Mondiale da leader della classifica con 219 punti. Hamilton è secondo a 169, Russell terzo a 160. Dietro, Charles Leclerc è a 138 e Lando Norris a 128. Margini che gli permettono di misurarsi nella seconda fase della stagione da favorito. E proprio per questo la gestione di sé e delle gare diventa fondamentale. A Zandvoort ricomincia la corsa al titolo: il Gran Premio dei Paesi Bassi sarà il dodicesimo appuntamento nel calendario della F1 e avrà una particolarità: per la prima volta il circuito olandese ospiterà una Sprint. Kimi è chiamato a difendere il vantaggio con temperanza.

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