Vettel guida la Ferrari di Schumacher a Monza e si commuove: “Se fosse qui direi: guida tu, è tua”
Prima dell'inizio del Gran Premio a Monza c'è stata una piccola parentesi che ha scosso i cuori di tutti gli appassionati: Sebastian Vettel ha portato in pista la Ferrari F2002 di Michael Schumacher, quella del mitico Mondiale del 2002 che oggi si è trasformata in un commovente tributo al Kaiser. A guidarla è stato il tedesco, amico e allievo, che ha raccolto il compito con immenso orgoglio per festeggiare il trentennale dell'arrivo nella Casa di Maranello.
A pochi minuti dal giro in pista l'ex pilota non ha trattenuto l'emozione per quel momento così importante, nel ricordo del suo grande maestro che ha scritto la storia della Formula 1. Vettel si è asciugato qualche lacrima che inevitabilmente è venuta fuori parlando di Schumacher: "È dedicato al mio amico e al suo ricordo. Schumacher è stato il mio eroe d’infanzia, e in seguito abbiamo anche instaurato un profondo legame di amicizia. Penso che oggi tutti, me compreso, preferiremmo di gran lunga vedere che fosse lui a guidare qui al posto mio".
L'emozione di Vettel nel ricordo di Schumacher
Rivedere quella macchina in pista dopo 24 anni è stato un colpo al cuore per tutti: Vettel non ha trattenuto l'emozione quando è salito sulla F2002 di Schumacher, una macchina storica che ha permesso al tedesco di vincere il quinto Mondiale della sua carriera. Trent'anni fa il Kaiser ha fatto il debutto in Ferrari e per festeggiare questo anniversario importante a Monza ha sfilato una delle sue monoposto più importanti, guidata da un pilota che ha un enorme legame con lui. Per molti è stato il suo erede, ma in pista Vettel è sceso semplicemente come amico.
Qualche lacrima è caduta mentre il tedesco parlava di questa esperienza: "Cosa direi oggi a Michael se fosse qui? Sicuramente ‘Guida tu, è tua!'. Sarebbe la prima cosa da dire. E poi però ci sono tante altre cose. Mi è mancato tantissimo nei momenti in cui credo che avrebbe potuto essere di grande aiuto". Scherza anche sulla sua commozione mentre ricorda Schumacher, una figura che in questi momenti manca più di ogni altra cosa. Ma Vettel è convinto di una cosa: "Oggi sentiremo l'eredità di Schumacher, qualcosa di potente e di cui è fantastico essere parte".