La legge sulla chiusura domenicale dei negozi è da tempo ferma nei cassetti della commissione Attività produttive della Camera dei deputati. Eppure l’argomento è tornato al centro dell’attenzione negli scorsi giorni, quando il capo politico del Movimento 5 Stelle e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha rilanciato la questione tornando a sostenere che servono nuove regole e più chiusure, soprattutto la domenica e nei giorni festivi, per gli esercizi commerciali. Il tema è stato oggi riportato in Parlamento, con l’interrogazione presentata dal leghista Andrea Dara (era il relatore della proposta in commissione con il precedente governo) sul tema. A rispondere è stato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

Chiusure domenicali, il governo rinvia tutto al Parlamento

Patuanelli sostiene che sia il Parlamento a dover decidere. Un modo, per il governo, di evitare ogni decisione. Anche perché, al momento, un accordo nella maggioranza non si è trovato e le posizioni di M5s e Pd sembrano ancora molto distanti. Così Patuanelli preferisce smarcarsi ed evitare di posizionare l'esecutivo a favore dell’una o dell’altra opzione (i 5 Stelle vorrebbero 26 chiusure domenicali annue, i dem molte meno) e rinviare ogni decisione alla discussione parlamentare. “Ritengo che ci sia un percorso parlamentare su cui va trovata la sintesi”, spiega Patuanelli. Invitando a una discussione non solo interna alla maggioranza, ma che si estenda anche alle opposizioni.

La proposta di legge nata con un'altra maggioranza

Anche perché, ricorda ancora il ministro dello Sviluppo economico, il percorso su questa proposta di legge è nato “con forze diverse di maggioranza”. Difatti l’iter è stato avviato dallo scorso governo, con la maggioranza formata da Lega e Movimento 5 Stelle. Ma la proposta si è arenata prima dell’estate, con continui rinvii e dubbi sollevati da molte associazioni di categoria interessate, che hanno portato Lega e M5s a prendere tempo. Patuanelli, comunque, assicura che ora “il governo farà la sua parte, ma va fatto un ragionamento che includa anche il commercio nei centri storici”, un aspetto che non riguarda solo il suo ministero, secondo quanto spiegato durante il question time. Il nodo è quello di “recuperare i centri storici e il valore del commercio, andando a capire quali sono le problematicità causate dalla concorrenza della grande distribuzione sugli orari di apertura”.