Chi è Alberto Trentini, il cooperante italiano liberato in Venezuela dopo 423 giorni di prigionia

Si è chiusa nel migliore dei modi la vicenda di Alberto Trentini, cooperante italiano di 46 anni liberato in Venezuela dal carcere di El Rodeo, alle porte della capitale Caracas. L'uomo era detenuto dal 15 novembre 2024: sono passati 423 giorni prima che venisse scarcerato, nonostante a suo carico non ci fosse alcuna accusa. Trentini lavora da anni con diverse Ong in ambito umanitario.
In Venezuela collaborava con Humanity and Inclusion, dedicata alle persone con disabilità. Negli ultimi giorni, la liberazione di altri detenuti italiani aveva fatto ben sperare. Oggi l'annuncio della scarcerazione insieme all'imprenditore Mario Burlò.
Chi è Alberto Trentini, gli studi e l'attività da operatore umanitario
Alberto Trentini è nato il 10 agosto 1979, ha compiuto 46 anni in carcere. È di Venezia, dove ha studiato e si è laureato in Storia moderna e contemporanea all'Università Ca' Foscari. Dopo la laurea si è specializzato nel settore dell'assistenza umanitaria a Liverpool, e ha ottenuto un master in ingegneria idrica e igienico-sanitaria a Leeds.
A quel punto è iniziata la sua esperienza diretta. Ha lavorato per sei mesi in Perù, nel 2017, dando sostegno alle popolazioni colpite dalle inondazioni. Poi ha viaggiato molto, collaborando con numerose associazioni non governative: dalla Bosnia al Nepal, dall'Etiopia al Libano, dalla Grecia alla Colombia, ma anche Ecuador e Paraguay. La sua esperienza in America Latina l'ha poi portato in Venezuela.
Qui si trovava dal 27 ottobre 2024 come cooperante per Humanity and Inclusion. Si tratta di una Ong francese, nata nel 1982 e che nel 1997 ha vinto il premio Nobel per la pace insieme ad altre cinque organizzazioni, per aver fondato la compagna internazionale per il divieto delle mine antiuomo.
H&I si occupa principalmente di sostegno alle persone con disabilità. L'associazione aveva tentato di intervenire dopo l'arresto di Trentini, presentando una petizione di habeas corpus. Le autorità venezuelane, però, avevano respinto qualsiasi richiesta di informazioni.
L'arresto e i 423 giorni in carcere in Venezuela
L'arresto di Alberto Trentini avvenne il 15 novembre 2024. Come detto, il cooperante si trovava nel Paese da poche settimane. Era in viaggio tra Caracas e Guasdualito: la stessa tratta in cui, appena una settimana prima, era stato fermato e arrestato un altro italiano, l'imprenditore Mario Burlò, liberato oggi insieme a Trentini.
Secondo quanto ricostruito, il 46enne venne fermato a un posto di blocco dall'autorità che si occupa di immigrazione e stranieri, il Saime (Servizio amministrativo di identificazione, migrazione e stranieri). Nonostante non ci fossero accuse a suo carico, era stato portato alla Direzione generale del controspionaggio militare. Da qui era arrivato il trasferimento in carcere.
Durante il suo periodo di detenzione, Trentini ha potuto parlare solamente tre volte con la famiglia. La prima il 16 maggio 2025, a sei mesi dall'incarcerazione. In quell'occasione, aveva rassicurato i genitori di essere in buone condizioni, nonostante tutto, e di ricevere i medicinali di cui aveva bisogno (che non aveva con sé al momento dell'arresto). Un'altra telefonata era arrivata due mesi dopo, il 26 luglio, e l'ultima il 9 ottobre 2025.
Poche settimane prima, a settembre, c'era stata la prima visita ufficiale dell'ambasciatore italiano in Venezuela a Trentini; ce ne sarebbe stata una seconda a novembre. Il 15 novembre, a un anno dall'arresto, i familiari di Alberto avevano criticato l'operato del governo. In particolare la madre, Armanda Colusso, aveva detto: "Fino ad agosto il nostro governo non aveva avuto alcun contatto col governo venezuelano. Fino ad agosto. E questo dimostra quanto poco si sono spesi per mio figlio".
Il governo aveva ribadito che il lavoro proseguiva, sotto traccia, e che era meglio non parlare troppo pubblicamente della vicenda, per non renderla più ‘pesante' sul piano politico e rischiare di compromettere le trattative diplomatiche. Oggi, quelle trattative hanno dato i loro frutti.