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21 Marzo 2022
20:03

Che cos’è la Bussola Strategica, il nuovo strumento di difesa comune dell’Ue con 5 mila soldati

“L’Ue deve poter proteggere i suoi cittadini e contribuire alla pace e alla sicurezza internazionali”, ha scritto il Consiglio europeo in una nota dopo aver approvato la Bussola strategica, il nuovo sistema di politica di sicurezza e difesa che influenzerà il prossimo decennio.
A cura di Annalisa Girardi
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Immagine di repertorio
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Il Consiglio europeo ha approvato oggi la "Bussola strategica", cioè uno strumento di difesa e sicurezza a livello europeo. Che, tra le altre cose, istituirà anche delle forze di schieramento rapido dell'Ue composte da 5 mila soldati europei, per far fronte a crisi di diverso tipo. "Oggi il Consiglio Ue ha adottato la Bussola strategica, durante una sessione congiunta dei ministri degli Esteri e della Difesa. Non voglio abusare della parola ‘storico', ma è certo un punto di svolta per l'Ue come entità che fornisce sicurezza, ed è un passo molti importante anche per la Politica europea di difesa", ha annunciato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell.

Non solo: vengono "arruolati" anche 200 esperti in missioni di politica di difesa e sicurezza comune. Insomma, l'obiettivo è quello di rendere l'Ue un attore più autonomo e forte per quanto riguarda la difesa. "L'Ue deve poter proteggere i suoi cittadini e contribuire alla pace e alla sicurezza internazionali. Ciò è tanto più importante in un momento in cui la guerra è tornata in Europa, a seguito dell'ingiustificata e non provocata aggressione russa contro l'Ucraina, nonché di grandi cambiamenti geopolitici", ha spiegato il Consiglio in una nota.

"Le minacce sono in aumento e il costo dell'inazione è chiaro. La Bussola strategica è una guida per l'azione. Stabilisce un percorso ambizioso per la nostra politica di sicurezza e difesa per il prossimo decennio. Ci aiuterà ad affrontare le nostre responsabilità di sicurezza, di fronte ai nostri cittadini e al resto del mondo. Se non ora, quando?", ha aggiunto Borrell, sottolineando che la decisione presa oggi dal Consiglio mandi un "forte segnale di unità e determinazione in un momento molto importante", pur precisando che lo strumento non sia "una risposta alla guerra in Ucraina", ma qualcosa a cui l'Ue lavorava già da alcuni anni per "rafforzare la dimensione di sicurezza e difesa dell'Unione".

Per quanto riguarda invece nello specifico l'Ucraina, oggi il Consiglio Ue ha approvato la seconda tranche di 500 milioni di euro per il sostegno al Paese, attraverso l'invio di materiale non letale ma anche di armi con l'European Peace Facility.

"Oggi la spesa militare di tutti gli Stati europei è di circa 200 miliardi di euro, l'1,5% del Pil. Era in calo fino al 2014, anche in modo veloce, poi ha cominciato a crescere fino al 1,5%. Ma dobbiamo investire di più. E sono sicuro che tutti capiranno che se vogliamo spingere nell'innovazione nella difesa a essere più in grado di affrontare situazione come quella che stiamo affrontando ora in Ucraina ci servono della capacità. E con l'1,5% del Pil non è sufficiente", ha concluso infine Borrell.

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