19.733 CONDIVISIONI
Coalizione Centrodestra
44%
56 Seggi
Coalizione Centrosinistra
26%
5 Seggi
Movimento Cinque Stelle
15.6%
5 Seggi
Azione - Italia Viva - Calenda
7.7%
Per L'Italia con Paragone
1.9%
Unione Popolare con De Magistris
1.4%
60375 sezioni su 60399
Ultimo aggiornamento: 4 minuti fa
Coalizione Centrodestra
43.8%
121 Seggi
Coalizione Centrosinistra
26.1%
12 Seggi
Movimento Cinque Stelle
15.4%
10 Seggi
Azione - Italia Viva - Calenda
7.8%
Per L'Italia con Paragone
1.9%
Unione Popolare con De Magistris
1.4%
61396 sezioni su 61417
Ultimo aggiornamento: 12 minuti fa
Opinioni
Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia
3 Settembre 2022
07:46

Che brutta la campagna elettorale contro i poveri che prendono il reddito di cittadinanza

È insopportabile dipingere i percettori del reddito di cittadinanza come approfittatori, ladri, spendaccioni, immeritevoli o fannulloni per un pugno di voti.
A cura di Saverio Tommasi
19.733 CONDIVISIONI
Giorgia Meloni vuole ab
Giorgia Meloni vuole abolire il reddito di cittadinanza
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia

Qualche ora fa Giorgia Meloni a Perugia ha ribadito quello che è nel programma elettorale della destra: abolire il reddito di cittadinanza.
"Sarebbe più facile per me", ha detto alla folla "se io venissi qui e dicessi che vi do 780 euro a tutti, invece no".
A parte che l'importo medio per percettore del reddito di cittadinanza è 581 euro – la differenza di duecento euro non è poca cosa – Giorgia Meloni finge di ignorare che il reddito di cittadinanza non è per tutti, ma per chi si trova senza lavoro e in particolari condizioni di vulnerabilità.
Giorgia Meloni finge di ignorare che i dati e le dichiarazioni dell'Istat sono stati chiarissimi: "Il reddito di cittadinanza ha salvato un milione di persone dalla povertà assoluta".

Nella stessa giornata ma qualche ora dopo, Silvio Berlusconi ha fatto quello che fa Silvio Berlusconi: negare se stesso, affermando che il reddito di cittadinanza "non deve essere abolito". Dimenticando così che Forza Italia (cioè lui) ha firmato da giorni il programma della coalizione di centrodestra e il programma è chiaro: abolizione. Esattamente come ha confermato a Perugia la leader Giorgia Meloni.

Quello che per me è insopportabile è una campagna elettorale giocata sulla pelle dei più deboli: attraverso la demonizzazione dei percettori – dipinti come approfittatori, ladri, spendaccioni, immeritevoli o fannulloni a seconda dei casi – il reddito di cittadinanza viene trasformato nel suo opposto, cioè in un'ingiustizia sociale da abolire, e non (magari) in qualcosa di perfettibile e perfezionabile, questo sì, soprattutto nella fase della cinghia di trasmissione verso la possibilità di trovare un lavoro che permetta di emanciparsi da una condizione sicuramente non auspicata da nessuno dei percettori: la disoccupazione di lungo periodo.

Inventarsi narrazioni alternative per colpire chi non ha neanche uno scudo di cartone per difendersi, è insopportabile.

Intendiamoci: la menzogna è sempre orribile, ma usarla per creare astio verso chi prende 500 euro al mese, da parte di chi ne prende 500 al giorno, è secondo me fuori dai canoni del sopportabile. E una campagna elettorale basata sulla rappresentazione malefica dei percettori del reddito di cittadinanza è veramente orribile.

Perché tutte le colpe ricadono sempre sui più poveri? Ve lo dico io: perché è più facile. Userò l'ironia, ma pochissima: i poveri sono un bersaglio perfetto, ad esempio sono ricattabili per il lavoro. Lo sono anche i ricchi, ma i ricchi possono ricattare a loro volta mentre i poveri no, non hanno i mezzi per reagire e di solito non hanno contatti importanti né amicizie altolocate, altrimenti non sarebbero poveri, e se chiamano un giornale non li conosce nessuno.

I poveri non hanno soldi per finanziare adeguatamente le campagne elettorali di qualche partito che poi sarà riconoscente "per l'impegno profuso e il determinante contributo alla vittoria che la donazione di quel privato gli ha dato".
I poveri stanno zitti, e quando provano a parlare non hanno cassa di risonanza, gliel'hanno tolta. Per questo è più facile aggredire chi non ha soldi rispetto – ad esempio – a chi viaggia con il jet privato.
Poi in Parlamento i poveri non ci stanno, e quelli che ci sono non erano poveri neanche prima di entrarci, figuratevi ora.
I poveri hanno profili social scarsi, non hanno milioni di followers, altrimenti non sarebbero poveri. Perciò se i poveri scrivono qualcosa non li legge nessuno, si demoralizzano e smettono anche di lamentarsi. Dunque meglio attaccare i poveri che i ricchi, è così che ragionano in tanti.
I poveri se vogliono organizzare una conferenza stampa non hanno tempo, non sanno come fare, poi dovrebbero comprare il buffet per i giornalisti mangioni, ma essendo poveri hanno difficoltà a prenotare un buffet con Fanta e Sprite per il compleanno della figlia, figurarsi per gli altri.
I poveri si sono rotti le balle, ma sono frantumati fra loro. Non riescono a coalizzarsi, a sentirsi uniti perché l'unione nella sfiga, in fondo, non piace a nessuno.
I poveri salvati dalla povertà assoluta grazie al reddito di cittadinanza sono un milione secondo l'Istat, ma non si sentono, non fanno rumore, non hanno tempo di gridare, e quando lo fanno gridano dalle loro case di periferia, e il grido si affievolisce prima di arrivare al centro delle città.

I poveri sono stanchi, perché devono sopravvivere.

I poveri votano e sono potenti ma non lo sanno: qualcuno dovrebbe dirglielo.

19.733 CONDIVISIONI
Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
Le quattro bombe economiche che agitano il sonno di Giorgia Meloni e del suo governo
Le quattro bombe economiche che agitano il sonno di Giorgia Meloni e del suo governo
Al governo Meloni non gliene frega nulla del cambiamento climatico, e questo sarà un grosso problema
Al governo Meloni non gliene frega nulla del cambiamento climatico, e questo sarà un grosso problema
Se la sinistra facesse la sinistra, non si stupirebbe della destra che fa la destra
Se la sinistra facesse la sinistra, non si stupirebbe della destra che fa la destra
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni