Caso Aldrovandi: il Coisp querela anche Renato Brunetta
Non si interrompe la serie di denunce presentate dal sindacato di polizia Coisp: dopo giornalisti, blogger e comuni cittadini scattano altre querele in merito alle reazioni a seguito del "famoso" sit in del sindacato sotto il Comune di Ferrara, vicino alla finestra dell'ufficio di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il 27 marzo scorso. Francesco Maccari, segretario del Coisp, attacca: "Dopo il diluvio di bugie e falsità che si è scatenato nel ‘dopo Ferrara’ è purtroppo ancora lunga la strada da percorrere per avere verità, ma la pazienza e la tenacia non ci mancano e non ci fermeremo". Quello di Maccari è dunque l'annuncio di "nuove azioni giudiziarie che il Sindacato Indipendente di Polizia ha intrapreso dopo le dichiarazioni offensive, diffamatorie e intimidatorie seguite alla manifestazione indetta a Ferrara per chiedere la corretta applicazione della legge ‘svuota-carceri' ai poliziotti condannati per omicidio colposo a seguito del decesso di Federico Aldrovandi".
Nel mirino del sindacato ci sono dunque numerosi altri nomi, tra i quali quello che spicca maggiormente è quello di Renato Brunetta. Il capogruppo del Pdl alla Camera all'indomani della manifestazione la definì "indegna", aggiungendo che "un sindacato di polizia non dovrebbe mai permettersi simili violenze, ma dovrebbe in ogni momento rappresentare le forze dell’ordine e le istituzioni del nostro Paese". Nell’esprimere poi solidarietà alla madre di Federico Aldrovandi, Brunetta la descrisse come "vittima di una doppia tragedia: la morte del figlio e l’attacco vergognoso e strumentale di coloro che dovrebbero pensare solo a garantire l’ordine pubblico".