Cancellare il cashback. La proposta arriva da Fratelli d'Italia, ma gran parte del governo Draghi è d'accordo. Il piano di rimborsi messo in campo dall'esecutivo di Giuseppe Conte potrebbe finire prima del tempo, nonostante la grande partecipazione riscossa. La misura, cominciata in via sperimentale a dicembre scorso con l'extracashback di Natale e poi confermata per i prossimi anni, non piace al principale partito d'opposizione, ma neanche a molti di quelli in maggioranza, con diversi esponenti che, da settimane, sottolineano che sarebbe più opportuno investire quei soldi in altre misure. Domani, al Senato, si discute una mozione presentata a prima firma dal senatore Luca Ciriani di Fratelli d'Italia –  cofirmata da parlamentari di Lega e Forza Italia – per sospendere il cashback.

La mozione è stata pubblicata a fine gennaio, prima dell'insediamento del governo di unità nazionale guidato da Draghi, ma i firmatari non hanno cambiato idea. Nel testo vengono elencati una serie di motivi per cui il contante è ancora un metodo di pagamento fondamentale per larga parte della popolazione e viene sottolineato che non c'è nessuna evidenza che il cashback contrasti realmente l'evasione fiscale (motivo per il quale è stato ideato). Per questi motivi, la mozione "impegna il governo a sospendere il piano cashback e a destinare le somme stanziate a tal fine per sostenere la ripresa delle categorie commerciali più colpite dalle misure anticovid".

Tra i partiti oggi al governo i sostenitori del cashback non sono così tanti. Bisogna "spendere i soldi dei nostri figli per potenziare il sistema della sanità italiana, non in misure assurde come il cashback", ha scritto Matteo Renzi nella sua ultima enews. "È doveroso e urgente dare qualche segnale concreto verso la ripartenza con un nuovo scostamento di bilancio e recuperando le risorse del cashback, una misura che per i negozi chiusi suona sempre di più come una costosa beffa", ha annunciato la scorsa settimana la capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini. Dura Giorgia Meloni dall'opposizione: "Ci sarà un voto nel quale tutte le forze politiche si assumeranno la responsabilità di dire se vogliono tenere 5 miliardi sulla stupidaggine del cashback oppure vogliono girare quelle risorse sui ristori", ha spiegato qualche giorno fa alla Stampa. E la sensazione è che, se il Parlamento dovesse decidere per un dietrofront sulla misura, a Draghi non dispiacerebbe poter dirottare quelle risorse su altri punti: i sostegni sì, ma anche i vaccini.