Caro carburanti, si parla di tassare gli extraprofitti delle società energetiche: i benefici per i consumatori

Nel fine settimana i prezzi dei carburanti sono aumentati di nuovo sotto la spinta di quotazioni ancora in rialzo, portandosi sopra 1,8 euro al litro per quanto riguarda la benzina e sopra 1,7 per il diesel.
In Ue si discute di tassare gli extraprofitti delle società energetiche. La richiesta è stata inviata da sei Stati membri, tra cui l’Italia. La Commissione europea non ha fatto sapere se porterà avanti la misura. Per questo la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto al governo Meloni di adottare subito una tassa nazionale per aiutare imprese e famiglie.

Con i prezzi dei carburanti in continuo aumento, si discute di tassare gli extraprofitti delle società energetiche. A livello europeo, la proposta è stata avanzata da sei Stati membri, tra cui l'Italia. Sul tema insiste anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha chiesto al governo Meloni di adottare subito la misura sul piano nazionale.

Il dossier era finito sul tavolo di Bruxelles già il 3 aprile, quando la Francia aveva chiesto alla Commissione europea di accendere un faro sui margini delle raffinerie europee e verificare eventuali abusi. L'Ue aveva assicurato di tenere sotto osservazione mercati petroliferi, prezzi alla pompa e margini della raffinazione, avvertendo che eventuali azioni speculative sarebbero state sanzionate.

Nello specifico, Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto all'Ue di introdurre una tassa europea sugli extraprofitti delle multinazionali petrolifere, cioè i guadagni extra ottenuti a causa dei rialzi provocati dal conflitto in Iran. "È fondamentale che si ricevano al più presto i risultati dell'indagine europea sui margini delle raffinerie", per verificare che queste "non stiano approfittando dell'attuale situazione energetica", si legge nella lettera notificata a Bruxelles.

L'intervento dovrebbe replicare quanto già fatto nel 2022, quando dopo l'invasione russa dell'Ucraina, fu imposto ai produttori energetici un contributo straordinario per colpire i maggiori guadagni causati dall'aumento dei prezzi dell'energia. In aggiunta, i sei Stati membri chiedono di intercettare meglio anche i guadagni realizzati "all'estero" dalle multinazionali petrolifere. L'obiettivo è costruire "un meccanismo europeo comune" che eviti distorsioni nel mercato unico, lasciando però agli Stati margini di manovra in base alle "diverse situazioni nazionali" e nel rispetto del "principio di sussidiarietà".

Al momento però, la Commissione Ue non ha fatto sapere se intende portare avanti la misura. Per questo motivo Schlein ha chiesto al governo di attivarsi autonomamente per adottare una tassa nazionale. "Quella di ieri è la seconda lettera che Giorgetti firma insieme ad altri ministri europei per tassare gli extraprofitti delle società energetiche. In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l'iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale", ha affermato.

La tassa quindi servirebbe a contrastare gli aumenti dei prezzi di diesel e benzina e finanziare sussidi per famiglie e imprese. "I prezzi dei carburanti superano ormai dappertutto i 2 euro al litro", ha evidenziato la dem. Le misure tampone come il taglio delle accise, prorogato dal governo per altri due giorni fino al 26 agosto, "non bastano più", ha proseguito, chiedendo "subito misure di sostegno per le famiglie e le imprese più fragili" e di "mettere in campo una vera strategia per ridurre strutturalmente i costi dell'energia".

Dal campo largo, anche Angelo Bonelli incalza l'esecutivo. "In quattro anni le società energetiche hanno realizzato 80 miliardi di euro di profitti. Una accumulazione di ricchezza pagata dagli italiani con il caro energia, favorita dalla politica del governo Meloni che ha trasformato l'Italia in un hub del gas rinunciando alle rinnovabili. Il governo in quattro mesi ha dilapidato 2,5 miliardi di euro di soldi pubblici per tagliare le accise sui carburanti, regalandoli ai petrolieri e sottraendoli a investimenti sulla sanità pubblica. Una vergogna", ha commentato il leader di Avs. "Ma quello che è grave è che esiste un'altra tassa, che spesso ci si dimentica, ed è quella climatica che, tra ondate di calore e tornado, ha causato nel 2026, fino ad oggi, un danno economico di oltre 22 miliardi di euro. E a pagarla saranno ancora gli italiani. Tassare gli extraprofitti è qualcosa che sosteniamo da sempre come Avs, ma serve anche semplificazione sulle rinnovabili e dare finalmente il via a una bolletta sociale per il ceto medio".

L'idea di un prelievo forzato sulle società energetiche potrebbe aprire uno scontro all'interno della maggioranza, che già in passato si è spaccata sull'ipotesi di tassare gli extraprofitti delle banche.

Fratelli d'Italia sembra possibilista. "Io sono sempre un po' incuriosito da chi riesce a identificare gli extra profitti come concetto finanziario", ha replicato Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera. "Tuttavia sono contento che anche lei appoggi l'iniziativa che vede protagonista il governo italiano rispetto alla possibilità di utilizzare la leva fiscale per supplire a difficoltà contingenti, soprattutto per i ceti più deboli".

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