L'intervento del ministro degli Interni Matteo Salvini, con il riferimento non tanto velato alla possibile apertura di una crisi di governo a Camere chiuse, ha aperto una fase di trattative tra gli alleati. Su un punto il vicepremier leghista è stato chiarissimo con Luigi Di Maio: con i no si può andare avanti, quindi o si procede in modo spedito approvando i provvedimenti cari alla Lega, oppure si torna al voto. Anche se il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in queste ore impegnato con il decreto Sicurezza Bis, che potrebbe promulgare con una lettera di accompagnamento, non ha avuto ancora nessun contatto con il premier Conte.

Il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, che è intervenuto sul Corriere della Sera ribadendo la linea del Capitano: "Dopo il voto per le Europee, dal M5S sono arrivati troppi no. Matteo Salvini è un tipo paziente, ma la pazienza non è infinita. O si arriva a un chiarimento sulle cose da fare oppure è meglio andare al voto". Sul Messaggero ha poi aggiunto che "le valutazioni le farà Salvini. Noi facciamo quello che decide lui. Anche una nuova campagna elettorale. Siamo abituati a stare sul territorio. La cosa non ci preoccupa, anche se è estate". Ora "vogliamo sapere rapidamente cosa vuole fare il Movimento 5Stelle. Basta tergiversare. Servono passaggi rapidi su tutto. Il 26 maggio i cittadini ci hanno dettato un'agenda politica. E noi vogliamo realizzarla" ha spiegato. Se si rompesse il patto M5S-Lega "per noi ci sono le urne. Nessuna nuova legge elettorale. Se non c'è questo governo occorre ridare la parola ai cittadini". Romeo ha definito poi come "una cosa imbarazzante" il comportamento del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha votato contro la Tav nonostante il presidente del Consiglio avesse detto di andare avanti sul progetto. Mentre il voto della Lega alla mozione del Pd era giustificato dal fatto che fosse "a favore della Tav, cioè sulla nostra linea. L'imbarazzo è invece per le due posizioni nella maggioranza. Perché in questo modo il governo non è più credibile".

Ed è proprio Toninelli uno dei ministri che Salvini vorrebbe sostituire, insieme alla ministra della Difesa Elisabetta Trenta, anche non necessariamente piazzando al loro posto esponenti del Carroccio. Secondo alcune fonti è possibile che il vicepremier ne abbia discusso ieri a Palazzo Chigi con Conte. Tensioni si sono registrate nelle scorse settimane anche con il ministro dell'Ambiente Costa, che ha criticato apertamente l'atteggiamento del ministro degli Interni. Ma non è escluso che a saltare sia la testa del ministro dell'Economia Giovanni Tria, come ha fatto trapelare il leghista Riccardo Molinari: "Non abbiamo mai detto che le postazioni vanno cambiate per forza con dei ministri della Lega. Si potrebbero sostituire alcuni ministri con altri esponenti dei 5S che hanno posizioni più ragionevoli", così il capogruppo alla Camera della Lega a Radio 24, sottolineando come "nei 5 stelle ci siano dei freni che se prima potevamo tollerare ora non possiamo più. Il ministro Tria o segue quelle che sono le indicazioni della maggioranza o si pone un problema come per gli altri ministri".