Bollo auto, FdI vuole allargare lo stop a veicoli fino a 160 Kw. Osnato: “Aiuto per le famiglie numerose”

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Il presidente della commissione Finanze della Camera spiega a Fanpage.it il suo emendamento: l’esenzione dal bollo auto per una sola vettura fino a 160 kW per le famiglie numerose. “Chi ha quattro figli non sceglie il monovolume per lusso”, dice Osnato. La misura costerebbe circa 40 milioni di euro nel 2027 e potrebbe funzionare con un rimborso successivo, anziché con l’esenzione immediata.
Intervista a Marco Osnato
Presidente della Commissione Finanze della Camera Deputato di Fratelli d'Italia

L’idea è di cancellare il bollo anche per macchine più potenti, fino a 160 kW, ma solo per le famiglie con più di tre figli, di cui almeno uno minorenne, come ha detto Marco Osnato (Fdi), presidente della Commissione Finanze della Camera.

Il deputato punta a estendere l’esenzione dal bollo auto introdotta dal governo Meloni con il decreto-legge del 17 settembre 2026, che riguarda una sola vettura per persona, purché regolarmente assicurata e con potenza non superiore a 80 kW. La misura, spiega Osnato a Fanpage.it, nasceva "per alleggerire il costo dell'auto di uso quotidiano, quella che si usa ogni giorno per lavorare e muoversi, in una fase in cui il caro carburanti pesa sui bilanci delle famiglie. Le famiglie numerose non possono restarne escluse".

L’emendamento presentato dal presidente della Commissione Finanze prevede anche una deroga alla regola attuale: se una persona possiede più macchine, l’esenzione non dovrebbe andare per forza a quella meno potente. "Chi ha quattro figli non sceglie il monovolume per lusso, lo sceglie perché altrimenti non riesce a portare tutti a scuola, a fare sport, in vacanza. Con il limite degli 80 kW queste famiglie restavano escluse, e la nostra proposta corregge questa distorsione".

Si tratta di una proposta "coerente con la linea del governo e della maggioranza", rivendica il parlamentare, "che da inizio legislatura mette la natalità e il sostegno alle famiglie al centro delle sue politiche".

Come funziona il bollo auto e chi deve pagare la tassa

Il bollo auto è una tassa sul possesso di un veicolo: deve essere pagato anche se l’automobile non viene utilizzata e resta ferma. A doverlo versare è la persona che risulta proprietaria del mezzo nei registri pubblici e alla scadenza prevista per il pagamento. In casi particolari, ad esempio leasing o noleggio a lungo termine, può essere tenuto al pagamento anche chi lo utilizza senza essere proprietario.

Il bollo viene pagato ogni anno e il suo importo non è uguale per tutte le automobili: dipende soprattutto dalla potenza del veicolo, espressa in kilowatt (che sono indicati sulla carta di circolazione), dalla sua classe ambientale e dalle tariffe applicate dalla Regione o dalla Provincia autonoma competente.

In generale, maggiore è la potenza dell’auto, più è alto l’importo da pagare; per le vetture oltre i 100 kW aumenta anche la tariffa applicata ai kilowatt eccedenti. Inoltre, sopra i 185 kW bisogna pagare il cosiddetto superbollo, che però è un’addizionale statale distinta dal normale bollo regionale. Infatti quest'ultimo è un tributo che incassano Regioni e Province autonome (con regole particolari per le autonomie speciali), anche se gran parte delle regole in materia sono stabilite a livello nazionale.

Come funziona l’esenzione dal bollo decisa dal governo Meloni

Con il decreto legge del 17 settembre 2026 il governo Meloni ha stabilito che nel 2027 alcune persone non dovranno pagare il bollo su un veicolo. Non si tratta dunque, almeno per ora, di un’abolizione generalizzata della tassa: la norma riguarda soltanto i versamenti la cui scadenza cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 e pone una serie di condizioni.

Per le automobili, l’esenzione riguarda le persone fisiche tenute al pagamento del bollo su una o più vetture a benzina o diesel, anche ibride, con una potenza non superiore a 80 kW, l’equivalente di circa 109 cavalli. Il veicolo deve essere regolarmente assicurato. La legge non prevede invece una soglia Isee o un altro limite di reddito.

Inoltre ogni persona può ottenere l’esenzione per una sola automobile. Se ne possiede più di una che rientra nei requisiti, la legge applica l’agevolazione alla vettura con la potenza più bassa. Se due auto hanno la stessa potenza, viene agevolata quella per cui sarebbe dovuto il bollo di importo inferiore.

Il decreto interessa anche motocicli e ciclomotori, con regole ad hoc. Una persona non può ottenere l’esenzione per una moto se è già tenuta al pagamento del bollo su un’automobile fino a 80 kW che rientra nell’agevolazione. Anche per le moto il beneficio viene applicato a un solo mezzo, qualora il cittadino ne possieda più di una.

Dato che i soldi vengono incassati dalle Regioni, il governo ha dovuto stabilire come compensarle per il mancato gettito: per il prossimo anno il decreto prevede un trasferimento complessivo di 2,2935 miliardi di euro dallo Stato agli enti territoriali. La ripartizione dovrà essere definita attraverso un decreto del ministero dell’Economia entro il 31 marzo 2027.

Cosa cambia con la proposta di Fratelli d’Italia

La soglia degli 80 kW però potrebbe essere modificata. Poche ore dopo l’approvazione della misura da parte del governo, Osnato aveva già annunciato di voler proporre delle estensioni: “Sicuramente cercherò di allargarlo alle famiglie numerose, quelle con più di tre figli, magari aumentando anche un po' i kilowatt per queste categorie".

Una famiglia molto numerosa, è questo il ragionamento che ha ispirato la proposta, può avere bisogno di un’automobile più grande, ad esempio una vettura da sei o sette posti. Veicoli di questo tipo possono facilmente superare il limite fissato dal decreto. Il deputato quindi ha presentato un emendamento: il decreto che ha introdotto la prima esenzione è già in vigore, ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione, dunque entro il 16 novembre 2026. Il termine per presentare gli emendamenti alla Camera si è chiuso il 1° ottobre alle 12: ora la commissione Finanze dovrà esaminare e votare le proposte di modifica, prima del passaggio in Aula e poi al Senato.

L'emendamento prevede un'estensione ai veicoli fino a 160 kW per le famiglie con più di tre figli di cui almeno uno minorenne. "Il contributo", spiega Osnato a Fanpage.it, "spetta a ogni famiglia per una sola auto: il monovolume da sei a nove posti. L'esenzione prevista dal decreto resta invece personale, quindi se l'utilitaria è intestata all'altro genitore continua a essere esente, come per qualsiasi cittadino".

"Abbiamo fatto una scelta precisa per il caso in cui lo stesso genitore abbia intestati sia il monovolume sia un'utilitaria". In questa situazione, in base alla formulazione attuale, "quando una persona ha più auto agevolabili" il decreto "esenta quella meno potente: in questo caso l'utilitaria". L'emendamento modificherebbe questa regola, introducendo una deroga: "il contributo va al monovolume e l'utilitaria torna a pagare il bollo. È un messaggio chiaro: per una famiglia numerosa l'auto da salvaguardare è il monovolume, perché è l'unica in cui tutta la famiglia può viaggiare insieme".

In che modo il contribuente potrebbe beneficiare dello sconto sul bollo

A causa di “questioni contabili” però cambierebbe il modo con cui viene riconosciuto lo sconto. Per l’esenzione già decisa dal governo infatti il proprietario non paga il bollo; poi è compito dello Stato trasferire alle Regioni le risorse necessarie a compensare il mancato incasso. Per l’estensione proposta da Fdi, invece, il contribuente pagherebbe il bollo ma riceverebbe, in un momento successivo, una somma che dovrebbe arrivare a coprire l’intero importo. Al momento non si sa ancora attraverso quale canale; una delle ipotesi allo studio è che il recupero possa avvenire attraverso l’Irpef. Tuttavia, questo passaggio richiederebbe un’interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate.

Alla domanda di Fanpage.it sulle coperture di questa misura Osnato replica che il suo costo "è contenuto: circa 40 milioni di euro per il 2027. È una stima prudenziale, calcolata come se ogni famiglia numerosa con un'auto ricevesse il contributo più alto; il costo reale sarà certamente inferiore. La copertura è già stata individuata in collaborazione con il Ministero dell'Economia".

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