Bloccata la commemorazione del naufragio di Cutro in una scuola per mancanza di “contraddittorio”

A Crotone il mare è una linea che non si può ignorare. È presenza quotidiana, orizzonte e lavoro. Ma è anche memoria. E la memoria, qui, ha una data che non si cancella, quella del 26 febbraio 2023. A tre anni da quella notte, in un istituto superiore della città, l'Istituto Polo Tecnico Professionale "A.M. Barlacchi – A. Lucifero", un'iniziativa dedicata al ricordo delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro è stata fermata. Il motivo ufficiale è l'assenza di "contraddittorio", in applicazione della circolare firmata dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che richiama al principio del pluralismo negli eventi organizzati dentro le scuole. L'incontro, previsto per il 25 febbraio prossimo, aveva anche già un titolo: "Steccato di Cutro, una ferita aperta, Il valore dell'umanità". Non una tavola rotonda sul processo in corso, non un confronto tra accusa e difesa. Doveva essere solo un momento di ricordo, con studenti, educatori e rappresentanti sindacali. Tra gli invitati, la segretaria generale della Flc Cgil Gianna Fracassi e i dirigenti regionali del sindacato. Era prevista anche la testimonianza di alcuni superstiti. E l'annuncio di una borsa di studio destinata agli studenti che avessero elaborato il miglior lavoro sul tema del naufragio. Poi, però, è arrivato lo stop.
La notte del 26 febbraio 2023
Ma per capire perché quella memoria pesi ancora così tanto, bisogna tornare a quella notte.
All'alba del 26 febbraio un caicco di legno partito quattro giorni prima da Izmir, in Turchia, si spezzò a poche decine di metri dalla riva, a Steccato di Cutro, frazione costiera in provincia di Crotone. A bordo c'erano almeno 170 persone: famiglie afghane, siriane, pakistane, iraniane. Molti bambini. Il mare era agitato, il vento forte. Secondo le ricostruzioni successive, l'imbarcazione era stata avvistata la sera prima da un velivolo di Frontex. Nella notte intervennero motovedette della guardia di finanza, costrette però a rientrare per le condizioni meteo. I mezzi della guardia costiera non uscirono in mare. Quando la barca urtò una secca e si spezzò sotto la spinta delle onde, non c'era alcun dispositivo di soccorso in posizione. I superstiti raccontarono di un boato improvviso, del buio, dei corpi trascinati dall'acqua. Alcuni raggiunsero la riva a nuoto. Molti altri no. Il bilancio ufficiale parla di 94 vittime accertate, di cui 34 minori, molti bambini piccolissimi. Un numero che per la città non è statistica, ma volti, bare bianche allineate nel palazzetto dello sport, famiglie spezzate. Sulla spiaggia si recò allora anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Parallelamente, si aprì un'inchiesta sui presunti ritardi nei soccorsi: un processo che oggi si svolge con telecamere vietate e audio disponibile solo dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.
La scuola e il "contraddittorio"
È insomma dentro questo clima che si inserisce la decisione della dirigenza scolastica. Secondo quanto riferito dal sindacato, l'evento sarebbe stato bloccato perché privo di una controparte. Ma quale controparte dovrebbe sedersi accanto al ricordo di 94 morti? È la domanda che circola in queste ore tra docenti e attivisti. La rappresentante degli studenti dell'istituto, Adriana Podella, ha spiegato che l'adesione a iniziative di questo tipo dipende dalla dirigenza e che gli studenti non possono intervenire autonomamente, pur condividendone il valore commemorativo.
Alfonso Marcuzzo, segretario regionale della Flc Cgil Calabria, insiste sul carattere non politico dell'incontro: l'obiettivo era far conoscere agli studenti le ragioni che spingono tante persone a lasciare il proprio Paese e offrire uno spazio di ascolto ai superstiti. Anche l'avvocato Francesco Verri, che rappresenta i familiari delle vittime nel processo sui soccorsi, distingue nettamente tra le aule di giustizia, dove si accertano responsabilità, e le aule scolastiche, dove si coltiva invece la memoria civile.
Nel frattempo il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, sui social ha scritto: "Siamo ormai al grottesco: negare un'iniziativa a scuola in ricordo del naufragio di Cutro come ha deciso un dirigente scolastico di Crotone perché manca il contraddittorio è davvero incredibile. Forse dovevano invitare uno scafista o un torturatore libico? Oppure quando in qualche scuola si vorrà affrontare il dramma degli stupri e dei femminicidi, d'ora in poi sarà obbligatorio forse invitare un assassino o uno stupratore?", per poi concludere: "Questi sono gli effetti delle ridicole assurdità di Valditara, che devono essere al più presto superate".