Andrea Carletti (Facebook).
in foto: Andrea Carletti (Facebook).

Revocato l’obbligo di dimora, il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, può tornare a fare il primo cittadino della comunità scossa dall’inchiesta Angeli e Demoni sul sistema di affidi illeciti di minori. Da oggi Carletti “può tornare a fare il sindaco in municipio a Bibbiano, nel pieno delle sue funzioni”, ha detto il prefetto di Reggio Emilia, Maria Grazia Forte, interpellata sulla decisione della Cassazione di annullare l’obbligo di dimora nei confronti di Carletti, sindaco del Pd di Bibbiano. Carletti, comunque, rimane indagato nell’inchiesta per abuso d’ufficio.

La decisione della Cassazione ha anche altri risvolti politici: non solo la riabilitazione del sindaco nel suo ruolo, ma anche i commenti degli esponenti di maggioranza e opposizione sulla vicenda. In particolare è il Pd ad attaccare chi – la Lega in primis – aveva accusato i dem di essere direttamente coinvolti dello scandalo di Bibbiano. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, oggi attacca su Facebook: “La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica. Ma oggi c'è una altra domanda. Chi chiederà scusa ad Andrea Carletti e alle persone messe alla gogna ingiustamente? La Giustizia sta facendo chiarezza e ha tutto il nostro sostegno. A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi”.

Bibbiano, il Pd passa al contrattacco

Attacca anche il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci: “Mesi e mesi di inchiostro, di veleni, di accuse vergognose, di speculazioni politiche, di aperture dei Tg. Chi paga per questi massacri?”. Stefano Vaccari, componente della segreteria dem, chiama invece in causa la leghista Lucia Borgonzoni, candidata alla presidenza della Regione Emilia Romagna: “Abbiamo ancora negli occhi l'immagine vergognosa della maglietta indossata nell'aula del Senato da Lucia Borgonzoni, che dovrebbe porgere le sue scuse al sindaco Andrea Carletti. ‘Parlateci di Bibbiano', ne stanno parlando i giudici con gli atti, facendo chiarezza rispetto al fango gettato dalla Lega. Ora, cara Borgonzoni, parlatene voi di Bibbiano se avete una dignità e fatelo per chiedere scusa e dire che avete giocato con la vita di una persona”.

Sul tema arriva anche l’intervento del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che parla di “una montagna di fango vergognosa contro un uomo che non meritava quel trattamento. Ricorderete come l’arresto venne usato: il grimaldello per costruire la battaglia politica di chi ha più a cuore i sondaggi che la verità. La giustizia è una cosa seria. Lasciarla in mano ai giustizialisti rende questo Paese un posto barbaro. In attesa che qualcuno chieda scusa, un abbraccio a quel Sindaco. Non smetteremo mai di chiedere giustizia e verità contro il populismo e gli slogan. No, non smetteremo MAI”.

E la Lega replica

La replica della Lega viene affidata a Gianluca Vinci, parlamentare del Carroccio e segretario della Lega Emilia: “Rinnoviamo la nostra fiducia nella magistratura e aspettiamo la fine delle indagini, pare – dalla lettura di articoli di stampa – prevista a breve. Constatiamo che il Pd usa la revoca delle misure cautelari nei confronti dell'ex sindaco di Bibbiano come specchietto per le allodole per dire che niente è successo e per discolparsi preventivamente, invece di avere a cuore il supremo e superiore interesse della trasparenza e della giustizia nei confronti dei minori e delle loro famiglie. A indagini ancora in corso, con 28 indagati, con nuovi filoni d'inchiesta aperti e intercettazioni raccapriccianti, bisognerebbe usare prudenza e aspettare che la giustizia faccia il suo corso, facendo chiarezza sul sistema degli affidi”.