"Devo riconoscere che le decisioni della commissione europea corrispondono quello che avevamo chiesto e che io avevo chiesto ai leader del Ppe. Se l'Europa ci avesse abbandonato ora sarebbe stata la fine del sogno europeo, ma per l'Italia sarebbe stata una catastrofe", ha detto Silvio Berlusconi in collegamento a ‘Porta a Porta', riferendosi al Recovery fund da 750 miliardi annunciato la scorsa settimana dalla Commissione Ue.

Il Cavaliere ripropone poi la flat tax per uscire dalla crisi innescata dal Covid-19: "La flat tax la proposi 26 anni fa e sono ancora convinto che vada fatta e vada fatta subito. Ma terrei distanti le cose, perché ora si tratta di finanziare il sistema produttivo, le imprese, il lavoro in questa emergenza, di riempire di liquidità il mercato, e si tratta di farlo in fretta. Non si devono disperdere le risorse e si deve mettere il mercato nelle condizioni di funzionare: serve un nuovo piano Marshall del 21esimo secolo per il paese".

Il leader di Forza Italia ha inoltre detto che non c'è competizione all'interno del centrodestra, che oggi ha manifestato unito in piazza a Roma in occasione del 2 giugno (al flash mob era presente il numero due degli azzurri Antonio Tajani): "Tra noi di Forza Italia e Fratelli d'Italia non c'è competizione, ci rivolgiamo ad elettorati diversi. La gara comunque è con la sinistra, non con i nostri alleati. È un bene che crescano perché ne beneficia tutta la coalizione". 

"Del resto sono convinto che quando torneremo a votare, gli elettori non potranno non valutare la qualità e i meriti di Forza Italia, che è l'unico movimento in Italia che rappresenta i valori della tradizione occidentale, l'unico con una classe dirigente di alto livello e con un leader speciale come Silvio Berlusconi, che ha un'esperienza e una competenza – me lo lasci dire – senza uguali, a cominciare dall'urbanistica e dall'edilizia, dalla comunicazione e dallo sport, che si unisce ad una esperienza decennale di governo e di rapporti internazionali".

Quanto alla possibilità che il governatore del Veneto Luca Zaia, premiato dai sondaggi, possa essere il candidato premier del centrodestra alle prossime elezioni, ha detto: "Noi siamo persone serie e quindi rispettiamo la regola che ci siamo dati. Spetta al partito che risulterà il maggiore della coalizione indicare il premier da proporre al presidente della Repubblica. Se volessimo cambiare questa regola dovremmo deciderlo tutti assieme".