La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato il Recovery plan per far ripartire l’Ue dopo l’emergenza Coronavirus: 750 miliardi, di cui 500 a fondo perduto e 250 di prestiti, per i Paesi più colpiti. All’Italia, primo beneficiario del piano, andrebbero 172,7 miliardi, di cui quasi 82 di aiuti e 90 di prestiti. Il piano è stato chiamato dalla stessa von der Leyen Next Generation Eu: “Sarà uno strumento limitato nel tempo e sarà straordinario tanto quanto l'attuale crisi. Dobbiamo raggiungere un accordo quanto prima, per dare tempo alla necessarie ratifiche. Lavoreremo per arrivare ad un accordo quanto prima. Siamo ad un momento decisivo per l'Europa”.

Su questo modello c’è un accordo di fondo, assicura la presidente della Commissione, che subirà “parziali modifiche: ma sono convinta che questa sia la risposta che dobbiamo dare per risolvere questa crisi”. Non ci sarà mutualizzazione del debito, assicura ancora von der Leyen, spiegando che il fulcro degli investimenti sarà costituito dal Green deal e dalla digitalizzazione, ma anche dal sostegno alle imprese. Ora è nell’interesse “di tutti agire celermente e trovare una posizione solida”, conclude.

Next Generation Ue, esultano Gentiloni e Sassoli

Il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, parla di una “svolta da parte della Commissione a una crisi senza precedenti, si tratta di un fatto storico per l'avvenire dell'Unione”. Gentiloni parla di “una solidarietà non solo umanitaria per i paesi più colpiti, ma anche nell'interesse” di tutti. Il commissario economico fa riferimento a “un volume di fuoco per finanziare investimenti, riforme o spese per la transizione ecologica o l’evoluzione digitale”. Per Gentiloni “c’è la consapevolezza che bisogna uscire insieme dalla crisi, non ci sono vincitori e vinti”. Commenta anche il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, secondo cui la proposta della Commissione è particolarmente apprezzabile: “Siamo soddisfatti che la Commissione europea abbia accolto le nostre indicazioni e la voce del Parlamento. Adesso la proposta verrà esaminata nel dettaglio e inizia un percorso di riflessione, ma siamo sicuri che indietro a questa proposta non si torna”. Sassoli rivolge un appello a tutti gli Stati membri, affinché tutte le procedure avvengano con rapidità ed efficienza, magari con un via libera “rapido” da parte dei parlamenti nazionali. “Credo che in questo momento tutti dobbiamo sentirci pezzi di uno stesso ingranaggio. Perché l'Unione europea non sono soltanto le istituzioni di Bruxelles. Sono anche le autorità nazionali, i governi e i parlamenti di 27 Paesi che in questo momento devono uscire da questa emergenza insieme, e solo insieme possono farlo”, conclude.

Macron e Merkel: dobbiamo fare in fretta

Nonostante le prime reticenze dei cosiddetti paesi frugali, Olanda in testa, la proposta della Commissione viene valutata positivamente da molti Stati. Per il presidente francese Emmanuel Macron quella di oggi è una “giornata essenziale per l’Europa”: “L’accordo franco-tedesco ha permesso questo avanzamento. Dobbiamo andare veloci e adottare veloci e adottare un accordo ambizioso con tutti i nostri partner europei”. La cancelliera tedesca Angela Merkel, invece, sa bene che l’accordo non si chiuderà al Consiglio europeo di giugno, ma l’obiettivo è quello di discuterne anche al Parlamento europeo entro la fine dell’anno, in modo da far entrare il piano “in vigore entro il primo gennaio 2021”.