A più di due settimane di distanza dalle elezioni europee che hanno decretato il crollo del Movimento 5 Stelle nei consensi, Beppe Grillo scrive un lungo post sul suo blog. Il comico genovese spiega la sua versione dei fatti e cosa, dal suo punto di vista, è successo negli ultimi mesi, con un grande interrogativo finale: da dove deve ripartire il Movimento? "Nonostante la storia di questi ultimi mesi sia stata raccontata come una brutta favola, non una cronaca, possiamo comunque affermare che sia sotto gli occhi di tutti – scrive Beppe Grillo – Si è trattato quasi unicamente di propaganda mainstream contro il Movimento, una narrazione che ha determinato la sistematica distorsione della volontà popolare, talk show dopo talk show, falsità dopo falsità". Mentre sulla Lega, gli "alleati di governo", il comico genovese sostiene che non ci sia "nulla da dire", perché "hanno semplicemente riempito lo spazio dei timori seminato da decenni di follie". Grillo prova a spiegarlo con una metafora: "Si comportano come un fiume che riempie un lago quando la gente si fa convincere di avere paura. Non importa se il lago tracimerà, nulla importa se tanta gente gli da fiducia".

Secondo Beppe Grillo nel mondo occidentale "non è prevista alcuna forma di Europa diversa da una banca" e questo porta ad un fatto "incredibile", cioè che "le regole del gioco siano stabilite solo e sempre da chi da le carte e chi da le carte non cambia mai: è sempre il più forte". Per questo, spiega il comico genovese, nascono "quei dotti ragionamenti" che rendono "presentabile il paradosso che, se ci mettessimo a costruire delle piramidi, come la TAV, daremmo lavoro alle persone". Sull'alta velocità il parere di Grillo, come sempre, è netto: "È un buco lunghissimo che non serve adesso, è un altro Mose, ma ancora più assurdo e costoso".

A questo punto, si chiede Grillo, qual è il futuro del Movimento 5 Stelle? "Non siamo nati per mettere delle toppe arricchendo appaltatori e sospetti topi notturni – scrive il comico genovese – Il nostro futuro è il lavoro che servirà a riparare quello strappo con la nostra storia, l’essere saliti su di un ring dimenticando di mantenere, e rinforzare, il rapporto con chi ci ha proiettato su quel ring". Quindi, continua Grillo, serve "un’Italia diversa" e per costruirla "dobbiamo ricominciare dall’inizio, non siamo una di quelle aziende che vi ristruttura il cesso in quattro ore". Infine "chi si è abituato al retrogusto di armadio vecchio delle poltrone ci resti pure, ma in silenzio – conclude Grillo – Chi vive e parla deve riprendere da capo la nostra storia. Se non manterremo noi, per primi, la promessa di essere biodegradabili non avremo fatto nessuna differen(ziata)".