“Spegnete la luce, staccate le telecamere”: come Messina Denaro istruiva le sorelle per evitare l’arresto

Matteo Messina Denaro nei suoi anni di latitanza istruiva le sorelle per sfuggire a eventuali indagini e arresti come suoi complici. L'ex boss di Castelvetrano ordinava alle sorelle Bice e Giovanna di staccare la luce, lo rivela la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che indaga sui favoreggiatori della latitanza da subito dopo l'arresto di Messina Denaro avvenuto il 16 gennaio del 2023 fuori dalla clinica La Maddalena di Palermo. Qui l'ex boss, sotto il nome del suo fedelissimo Andrea Bonafede, era in cura per un tumore per cui poi è morto il 25 settembre 2023.
La nuova indagine della Procura di Palermo ha svelato che Messina Denaro diceva così alle sorelle: "Quando c'è Condor stacca sempre la corrente elettrica, stacca sempre tutto, contatori e pure in mezzo agli alberi. Si, tu continua ad andare tutti i giorni. Te l'ho già detto, se sono telecamere devono avere il buco, o rotondo o rettangolare. Ma comunque sia rompi tutto e staccale da dove sono messe e gliele butti a terra sotto la tettoia, e se dicono qualcosa digli che sei a casa tua e non vuoi cose non tue e gli sottolinei pure che quando rubano però non vedono niente, e allora non hanno motivo per te che stiano là queste cassette".
L'ex boss di Cosa Nostra insegnava in questo modo a neutralizzare le videocamere degli inquirenti per proteggersi. Con il termine "Condor" si riferiva a un sistema di smistamento della corrispondenza da lui così denominato. Il boss andava personalmente durante le operazioni "Condor" a ritirare, previo appuntamento, le lettere o gli oggetti. Infine alle sorelle diceva anche che "se esagerano chiama il tuo avvocato non so chi è il tuo avvocato, ma se noti che ha paura allora chiama a questo Bernardone, che non penso abbia paura, dato che voleva difendere pure a me! Comunque poi dimmi cosa hai fatto". Bice e Giovanna sono ora indagate per procurata inosservanza della pena per aver aiutato il fratello a sottrarsi alla cattura quando era ricercato. Il giudice per le indagini preliminari però ha respinto la richiesta di arresto dal momento che il fratello è morto.
Alla fine però l'operazione "Tramonto" dei carabinieri della CrimOr (ovvero la prima sezione del primo Reparto del Ros) di Palermo che aveva portato alla cattura di Matteo Messina Denaro era scattata perché la sorella Rosalia (già condannata a 14 anni di carcere) non aveva buttato un suo appunto con scritto le date dalle visite del fratello. A spiegare a Fanpage.it come hanno trovato il pizzino nella gamba della sedia presente nella camera da letto della donna è stato Falco, il nome di battaglia di uno dei militari della CrimOr di Palermo che hanno arrestato il super latitante: "Il 6 dicembre del 2022 dopo un'attenta pianificazione finalmente si decide di entrare nella casa della sorella del latitante. Dovevamo mettere alcune cimici al piano terra e poi avremmo proceduto con una ricognizione al primo piano. Sapevamo con certezza che Rosalia Messina Denaro usava degli accorgimenti, delle precauzioni e delle trappole sparse in casa: come uno strato di polvere nella cornice della televisione, cuscini sul divano messi in un particolar modo, un batuffolo di capelli sulla mattonella in un punto ben preciso. Ci dovevamo muovere con molta cautela".
Poi il ritrovamento: "Abbiamo iniziato a ispezionare la stanza per capire dove montare le cimici. Fino a quando Lazzaro e Sandokan (gli altri due colleghi presenti con Falco a casa della sorella) hanno notato una sedia che c'entrava poco con il contesto dell'arredamento. Si trattava di una sedia vecchia in ferro. Non appena abbiamo tolto i tappi dai piedi della sedia ecco la sorpresa: all'interno c'era qualcosa. Si trattava di alcuni bigliettini di carta arrotolati nel cellophane, insomma ben sigillati. Abbiamo fotografato i biglietti. Il tempo iniziava a stringere: rimettiamo tutto a posto cercando di non lasciare nessuna traccia". Una volta in caserma tutti gli uomini della CrimOr si mettono al lavoro e risalgono alla malattia di Messina Denaro, ai suoi appuntamenti e al nome che usava per presentarsi al ciclo di terapie. Quando Messina Denaro il 16 gennaio 2023 si è presentato alla clinica, i carabinieri erano già pronti.