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Manovra economica 2022
6 Dicembre 2022
07:54

Lo scontro tra il governo e Bankitalia sulla manovra, il tetto al contante e il Pos

Il sottosegretario reagisce dopo le critiche di Bankitalia alla manovra, per via delle misure sul contante e sul Pos: “È partecipata dalle banche private – attacca Fazzolari – non si può sostituire il contante con la moneta elettronica, che è privata”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Botta e risposta durissimo tra Banca d'Italia e il governo Meloni. Oggetto della polemica: la manovra economica. Ieri, infatti, è arrivato il parere di Bankitalia sulla legge di Bilancio, fortemente critico rispetto alle misure che agevolano la circolazione del contante: dall'aumento del tetto a cinquemila euro allo stop all'obbligo, per commercianti e professionisti, di accettare i pagamenti con il Pos sotto ai 60 euro. Si tratta dell'ennesimo parere negativo rispetto alla manovra targata Meloni, dopo quello della Corte dei Conti e di Confindustria. Oltre che, ovviamente, dei sindacati, che la presidente del Consiglio incontrerà nuovamente domani e che sono sostanzialmente pronti allo sciopero generale.

Se Meloni ha preferito non rispondere alle critiche, ci ha pensato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – storicamente vicinissimo alla leader di Fratelli d'Italia – Giovanbattista Fazzolari: "Che la manovra non piaccia a sindacati, Confindustria, Bankitalia, vuol dire che non pende da nessuna parte. È un buon segno – ha sottolineato – Penso che sia normale che ognuno dica gli aspetti che lo deludono". Bankitalia "è partecipata da banche private, è una istituzione che ha una visione, legittimamente, e questa visione fa sì che reputi più opportuno che non ci sia più di fatto utilizzo di denaro contante – ha poi attaccato – Questa però non è la visione della Bce, che ribadisce che la banconota è l'unica moneta a corso legale e che gli Stati membri non possono limitarne l'utilizzo a favore di una moneta privata".

Insomma, la linea di Fratelli d'Italia e del governo, sul contante, è sempre la stessa. E di certo non cambierà dopo le critiche di Bankitalia. Certo che la risposta di Fazzolari non è passata inosservata, con l'opposizione che è insorta: "Ha rivolto un grave e sguaiato attacco all'autonomia e autorevolezza di Bankitalia", ha attaccato Malpezzi del Pd.

Nel frattempo dal governo è arrivata una smentita sotto forma di fonti: "Nessuna polemica o volontà di mettere in discussione l'autonomia della Banca d'Italia – hanno fatto sapere da Palazzo Chigi – il sottosegretario Fazzolari non ha mai messo in discussione l'autonomia di Bankitalia". Anzi, "ribadisce il pieno apprezzamento per l'operato di via Nazionale". Poi viene anche sottolineato che in audizione sulla legge di Bilancio – la sede in cui è stata criticata la manovra – sono state espresse "posizioni legittime". Il concetto, però, è rimasto lo stesso: "È legittima la visione a sostegno dell'utilizzo della moneta elettronica, che è moneta privata – hanno concluso le fonti – Con la stessa legittimità altri sottolineano l'esigenza di non escludere dal circuito il denaro contante, che è l'unica moneta a corso legale".

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