“Dobbiamo avere fiducia, nulla è prestabilito. Abbiamo fatto un primo passo, ma ora vogliamo fare la storia. Il Pd è l'unica alternativa credibile a questa deriva italiana”, è quanto ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nella sua relazione all'assemblea nazionale del partito. Sulle note dell'Inno alla gioia e Fratelli d'Italia sono iniziati i lavori dell'assemblea nazionale all'Hotel Ergife a Roma. “Saluto con orgoglio il nuovo Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, un democratico, un europeista – ha detto ancora Zingaretti -. A chi ci diceva scioglietevi dico che siamo noi a rappresentare l'Italia nelle istituzioni europee". Per il segretario del Partito democratico si apre una nuova fase: “Il primo compito è imporre un'altra agenda, non essere subalterni agli altri, essere proprietari del nostro destino”. “Abbiamo contro una forte destra illiberale. Ora – ha detto ancora – guardare in faccia a questa destra è il modo migliore per sconfiggerla”.

No al "modello Salvini" nel Pd – Zingaretti ha parlato anche dei Cinque stelle “diventati un’amara stampella”: “Tanti elettori se ne stanno accorgendo. Quindi non basta più urlare e denunciare. Sono io il primo a dirlo. Ora serve aprire una seconda fase per definire le nostre proposte e imporre una nuova agenda, aprendo un grande confronto nel Paese, su un grande piano per l'alternativa”. Per Nicola Zingaretti è necessario un cambiamento, perché “così non si può andare avanti”. “Serve una rivoluzione o non ce la facciamo”, ha detto. E per il leader del Pd non funziona il “modello Salvini”: “Il comando assoluto di una persona è la premessa della sua solitudine e della sua sconfitta: credo a un partito che sopravviva ai suoi leader. Serve un partito radicalmente nuovo, una comunità organizzata. Diamoci tempi certi: entro novembre – ha continuato Zingaretti – una decisione sullo statuto. Ma ora lavoriamo assieme a partire dai forum”.