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Alluvione Emilia Romagna 2023

Alluvione, polemiche sul commissario: governo sceglie Figliuolo, Bonaccini e i sindaci protestano

Da Stefano Bonaccini che l’ha definita una “scelta sbagliata”, ai sindaci di Bologna e Ravenna che hanno criticato il governo per la gestione di questa fase, sulla nomina del commissario per le zone alluvionate del Centro Italia, ricaduta alla fine sul generale Figiuolo, non sono mancate le polemiche.
A cura di Annalisa Girardi
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Alla fine il governo ha scelto un commissario per la ricostruzione, dopo che lo scorso maggio diversi territori del Centro Italia, in primis l'Emilia Romagna, sono stati colpiti da forti alluvioni. Sarà il generale Francesco Paolo Figliuolo, già nominato nel 2021 commissario straordinario per la gestione della pandemia di Covid dal predecessore di Giorgia Meloni, Mario Draghi. Il nome del generale, in realtà, circolava già da qualche tempo: era stato Matteo Salvini a farlo, ancora un mese fa, rispondendo ad alcune ricostruzioni che circolavano sulla stampa.

Dopo l'annuncio in conferenza stampa sono subito arrivati gli auguri di buon lavoro di Giorgia Meloni. "Questa sera il Cdm ha approvato importanti provvedimenti in diversi ambiti: ci sono anche la costituzione di un modello unico per la ricostruzione dei territori colpiti da eventi calamitosi, e la definizione della struttura commissariale per la ricostruzione nei territori colpiti dall'alluvione in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Toscana, che sarà guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, a cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro", ha scritto su Twitter.

La convergenza sul nome di Figliuolo probabilmente ha messo d'accordo tutta la maggioranza, ma questo non vuol dire che siano mancate le polemiche. Soprattutto dal governatore della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, visto da molti come il nome naturale su cui sarebbe dovuta ricadere la scelta. Lui stesso, del resto, non aveva mai nascosto di essere pronto ad assumere l'incarico, sottolineando che si sarebbe dovuto nominare qualcuno del territorio per la gestione dell'emergenza, non appaltare la questione a Roma.

Dopo la nomina di Figliuolo, Stefano Bonaccini ha ribadito come sindaci, associazioni economiche e sindacati del territorio avessero proposto all'unisono una "collaborazione istituzionale che valorizzasse i territori e il rapporto diretto con cittadini e imprese". E che ora non rimanesse loro che "prendere atto" della scelta "centralistica" del governo, arrivata "dopo due lunghi mesi". Una decisione che Bonaccini definisce sostanzialmente "sbagliata", pur riconoscendo a Figliuolo il merito di aver lavorato molto bene durante la pandemia.

Alle perplessità di Bonaccini si è aggiunto anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Che in una nota, facendo gli auguri di buon lavoro al generale, ha commentato: "Penso che sia fondamentale il coinvolgimento della Regione, dei sindaci e dei presidenti di provincia e Città metropolitana nella struttura commissariale. Servono inoltre risorse adeguate e risposte veloci. Collaboreremo e rappresenteremo la nostra comunità. Mi auguro il governo adesso dismetta le polemiche politiche. Si guardi esclusivamente all’interesse delle nostre comunità. Si è perso già anche troppo tempo".

Sulla stessa linea anche il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale. Anche lui ha augurato buon lavoro a Figliuolo e ne ha riconosciuto i meriti durante la pandemia, ma ha precisato: "Il gverno, dopo averci spiegato per tre settimane che un commissario non serviva, arriva con grave ritardo a una scelta di indiscutibile qualità. Al momento ancora non è chiaro se con la nomina del commissario siano state contestualmente stanziate le risorse essenziali per permettere a lui e a noi di continuare ad operare; spero veramente che ora non si perda più un solo minuto per riscostruire i territori devastati dall’alluvione e dalle frane e dare una risposta strutturata e non solo emergenziale, alle comunità e alle imprese che attendono gli indennizzi da ormai troppo tempo".

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