Agenzia delle Entrate, ripartono gli adempimenti dopo la pausa estiva: oggi 140 scadenze, chi deve pagare
Gli obblighi nei confronti dell'Agenzia delle Entrate si erano fermati, ad agosto: tutte le scadenze che cadevano dal 1° del mese fino al 19 sono state rimandate, come prevede la legge, per permettere ai contribuenti – e agli uffici contabili – di andare in ferie. Ora però, passato Ferragosto, si riparte. Oggi, giovedì 20 agosto, scadono ben 141 adempimenti fiscali, come ricorda lo scadenzario ufficiale dell'Agenzia. Nel complesso, circa 10 milioni di contribuenti sono interessato.
Si tratta di obblighi di diverso tipo, che in alcuni casi riguardano il canone Rai (ma solo da parte delle imprese elettriche che lo riscuotono), in altri imposte come l'Irap, l'Irpef e l'Iva, per i quali alcuni contribuenti sono chiamati a pagare il primo acconto del 2026 e il saldo del 2025 con Modello F24. È bene ricordare, poi, che il rinvio delle scadenze è diverso dalla pausa di agosto del Fisco, che dura fino al 31 del mese per quanto riguarda le comunicazioni ai contribuenti, con alcune eccezioni.
I versamenti in scadenza il 20 agosto 2026
Su 141 scadenze complessive, una sola riguarda una comunicazione legata al canone Rai. Gli altri 140 sono versamenti. In particolare, 8 obblighi sono legati all'Irpef e 16 alle varie addizionali. Un blocco significativo di 29 scadenze riguarda diversi tipi di ritenute, e 20 riguardano imposte sostitutive. Ci sono poi 6 scadenze Irap, 8 scadenze Ires e ben 22 scadenze Iva. Altre 14 coinvolgono chi usa la cedolare secca. Una macrocategoria da 27 scadenze, infine, raccoglie tutti gli altri versamenti. Si va dalla Tobin tax sulle operazioni finanziarie agli obblighi dei creditori pignoratizi.
Irpef, chi deve pagarla
Per quanto riguarda l'Irpef, ci sono 8 scadenze diverse ma l'obbligo più importante è quello dei soggetti Isa, ovvero i titolari di partita Iva che sono soggetti agli Indici sintetici di affidabilità, e tutti i contribuenti affini. In particolare, chi tra di loro quest'anno ha dichiarato ricavi o compensi che non superano il limite stabilito per legge – normalmente si parla di 5.164.569 euro in un anno. Si parla, quindi, di chi ha fatturato fino a cinque milioni di euro nel 2025. In più, l'obbligo coinvolge chi utilizza il regime forfettario fino a 85mila euro di reddito, così come chi è inserito nel regime agevolato per i giovani imprenditori e chi ha aderito al concordato preventivo.
Il saldo 2025 e il pagamento del primo acconto 2026
Il versamento riguarda la dichiarazione dei redditi, oltre all'Irap (l'imposta regionale) e all'Iva. Bisogna pagare il saldo per il 2025 e il primo acconto per il 2026. Può essere il versamento in un'unica soluzione, oppure la seconda rata (con un interesse dello 0,29%) per chi ha scelto questa soluzione.
Le partite Iva in questione dovevano versare entro il 30 giugno le somme dovute, ma era arrivata una prima proroga fino al 20 luglio, senza nessuna maggiorazione. Chi non l'ha rispettata ha avuto un'ulteriore finestra di tempo: poteva saldare il conto nei trenta giorni successivi, pagando lo 0,80% in più. Quella finestra si sarebbe chiusa il 19 agosto, ma grazie alla pausa estiva del Fisco è arrivata fino al 20 agosto. Da qui in avanti non ci sono altri prolungamenti che tengano.
Le altre imposte da pagare entro oggi
Le scadenze sono le più variegate, dalle rate della cosiddetta tassa etica (quella sulla "produzione e vendita di materiale pornografico o di incitamento alla violenza") a quelle delle addizionali comunali e regionali dell'Irpef. Ci sono anche degli obblighi che riguardano il canone Rai, ma che non toccano i contribuenti: infatti, gli enti pubblici che erogano la pensione devono versare le quote che hanno trattenuto ai pensionati, mentre le imprese elettriche devono comunicare al Fisco le somme che hanno addebitato, accreditato e riscosso nell'ultimo mese.
I proprietari di casa che affittano e applicano la cedolare secca devono versare le somme dovute, anche in questo caso con un versamento unico oppure a rate. Se si tratta dei soggetti Isa che non hanno rispettato le precedenti scadenze, anche qui si applica una maggiorazione dello 0,80%. Per tutti gli altri c'è una eventuale maggiorazione dello 0,40% o con applicazione degli interessi dello 0,51%, a seconda della situazione specifica.