Si getta in mare con la moglie a Cattolica, arrestato dopo la fuga nei boschi: voleva portare con sé anche la figlia

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Immagine di repertorio.
Rintracciato dopo una caccia all’uomo il 44enne di San Giovanni in Marignano che ieri si era gettato con l’auto in mare a Cattolica insieme alla moglie: secondo quanto ricostruito, il suo è stato un chiaro tentativo di uccidere la donna.

È stato rintracciato e sottoposto a fermo l’uomo che ieri si è gettato in mare con la moglie in auto dal porto di Cattolica. I Carabinieri della Compagnia di Riccione lo hanno trovato nella tarda sera di ieri nei pressi di un’area boschiva non lontano dalla propria abitazione. Marito e moglie, entrambi cittadini albanesi, risiedono da tempo a San Giovanni in Marignano, comune poco distante da Cattolica.

Secondo quanto ricostruito dai militari, anche sulla base delle dichiarazioni rese dalla moglie del 44enne, sarebbe stato lui ieri pomeriggio a proporle di uscire insieme in auto con la scusa di andare a fare la spesa. Nonostante una richiesta che riteneva “insolita”, lei aveva accettato di accompagnarlo. Quando sono arrivati nella zona del porto l’uomo avrebbe improvvisamente accelerato verso il mare finendo in acqua dopo aver urtato un palo. Il primo a lasciare l’abitacolo era stato l’uomo, mentre la donna inizialmente era rimasta bloccata nell’auto che intanto si stava riempiendo d’acqua: tutto è avvenuto in pieno giorno e sul posto c’erano diverse persone che subito si sono arrivate per soccorrerli. In particolare due uomini si sono tuffati e con l’aiuto di una cima fornita dalla banchina hanno raggiunto e salvato la coppia.

Ma a qual punto, raggiunta la banchina, come confermato anche da fonti vicine alle indagini a Fanpage.it, il marito era scappato a piedi. I successivi accertamenti dei carabinieri hanno consentito di ricostruire tutta la vicenda: la notte del 18 agosto i militari erano intervenuti a casa della coppia dopo una richiesta di intervento per una lite familiare. In quella circostanza l’uomo, alla vista dei militari, era apparso violento e minaccioso tanto da procurare anche lievi lesioni a due Carabinieri e danneggiando un’auto di servizio. Era stato quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Sottoposto a giudizio per direttissima, l’arresto era stato convalidato e nei suoi confronti era stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Questo episodio, a quanto ricostruito, lo avrebbe spinto a dare la colpa alla moglie di tutto: la stessa donna tra l’altro ha riferito che, appena rientrato a casa, lui le aveva esplicitamente chiesto se fosse stata lei a chiamare i Carabinieri.

È emerso anche che ieri, prima di uscire in auto con la moglie, l’uomo aveva chiesto anche alla figlia maggiorenne di andare con loro, che però aveva rifiutato. Tutti questi elementi hanno consentito agli investigatori di delineare un grave quadro indiziario a carico dell’uomo ritenendo che la condotta possa essere stata volontariamente diretta a cagionare la morte della moglie. È stato quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto per l’ipotesi di tentato omicidio e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria riminese.

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