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Affitti, in Italia i canoni di locazione crescono fino al 44%: la classifica degli aumenti città per città

Gli affitti continuano a crescere in tutta Italia: in 34 capoluoghi i canoni sono aumentati di oltre il 25%, con Firenze al +44,2%, Aosta +42% e Milano +41,1%, in testa ai rincari. Un fenomeno che rende sempre più difficile l’accesso alla casa e riporta il tema abitativo al centro del dibattito politico.
A cura di Giulia Renda
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Firenze, Aosta e Milano in cima alla graduatoria dei rincari. In 34 capoluoghi gli affitti sono aumentati di oltre il 25% in pochi anni. Il tema casa torna al centro dello scontro tra governo e amministrazioni locali. Il problema della casa torna a bussare alla porta della politica. Non solo nelle grandi metropoli, ma in una parte sempre più ampia del Paese. La nuova fotografia sul mercato degli affitti racconta un’Italia dove trovare una casa a prezzi sostenibili è diventato più difficile per studenti, giovani lavoratori e famiglie.

Secondo l’analisi dell’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale, in 34 capoluoghi italiani gli affitti sono cresciuti oltre il 25%, mentre cinque città hanno registrato aumenti superiori al 41%.

La classifica degli affitti in Italia: a Firenze aumentano del 44,2%

A guidare la graduatoria dei rincari sono alcune delle città dove la pressione abitativa è diventata più forte: Firenze: +44,2%, Aosta: +42%, Milano: +41,1%, Gorizia: oltre +41%, Vercelli: oltre +41%.
Subito dietro ci sono città che hanno visto aumenti molto rilevanti: Bologna: +34,1%, Matera: +33,5%, Trieste: +32,4%, Modena: +31,3%, Campobasso: +30,8%, Bari: +29,8%, Roma: +22,9%, Napoli: +24,8%. Numeri diversi tra loro, ma con un elemento comune: il costo dell’abitare cresce più rapidamente della capacità di molte famiglie di sostenere il mercato.

Dietro questa crescita ci sono diversi fattori. Le città universitarie hanno visto aumentare la domanda di stanze e appartamenti, mentre le mete turistiche hanno subito la pressione degli affitti brevi. Firenze e Milano rappresentano due casi simbolo. La prima per la forte attrattività turistica e internazionale, la seconda per il ruolo di capitale economica italiana e per la pressione esercitata da lavoratori, studenti e nuovi residenti. Il risultato è un mercato sempre più difficile per chi cerca una casa per viverci stabilmente.

Per anni l’emergenza casa è stata associata soprattutto a Milano, Roma, Firenze o alle grandi città universitarie. I dati mostrano invece un fenomeno più esteso: anche centri medi e piccoli registrano aumenti significativi. La classifica degli affitti racconta quindi una nuova frattura italiana: non solo tra Nord e Sud, ma tra città dove vivere diventa sempre più costoso e territori dove il problema è l’opposto, cioè lo spopolamento. Per la politica la sfida è chiara: trasformare il diritto alla casa da tema emergenziale a una delle grandi questioni amministrative dei prossimi anni.

Il problema del caro affitti per chi vive solo

A subire maggiormente il peso del caro affitti sono soprattutto le persone che vivono da sole. Per questa categoria l'incidenza della spesa per l'affitto raggiunge il 15,6%, una quota che sale fino al 19,9% tra gli under 65, ma tra i gruppi più esposti ci sono anche le famiglie monogenitoriali.

Dall'analisi emerge anche un cambiamento nel rapporto tra affitto e acquisto di un'abitazione. Negli ultimi dieci anni il costo di un affitto è cresciuto molto di più rispetto al pagamento di un mutuo, aumentando la distanza tra i due tipi di spesa. Se nel 2014 la differenza era più contenuta, oggi un canone di affitto assorbe in media il 21% del reddito familiare, contro il 14% destinato al rimborso del mutuo. Secondo i dati dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), questo andamento rende l'acquisto di una casa più attrattivo e conveniente rispetto alla locazione. Possibilità che, però, resta legata alla capacità di avere un finanziamento bancario, spuntando tutte le caselle per accedervi.

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