Con il governo Draghi il centrodestra, e in generale le forze politiche che durante l'esecutivo Conte erano all'opposizione, hanno chiesto un cambio di passo nella gestione della pandemia. E il cambiamento passa soprattutto dalla richiesta di coinvolgere il Parlamento nell'adozione dei futuri provvedimenti anti-Covid.

Secondo quanto si apprende sarebbe questa l'intenzione manifestata in queste ore da diverse componenti del governo, per arrivare a un superamento dei dpcm, lo strumento largamente utilizzato per l'introduzione delle misure restrittive dal Conte bis. L'ipotesi per il futuro per emanare nuove misure potrebbe quindi essere l'approvazione di decreti legge, che vanno poi convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni.

Il nuovo approccio nella gestione dell'emergenza potrebbe essere stato uno dei temi del vertice presieduto dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi sulle nuove misure anti-Covid, visto che il prossimo 5 marzo scadrà il dpcm attualmente in vigore. In base al monitoraggio Iss-ministero della Salute di venerdì 26 febbraio potrebbe essere stabilita la riapertura, almeno parziale, di alcune attività, come palestre, cinema e teatri. Ma si valuta anche la possibilità di ridurre le limitazioni per bar e ristoranti, magari consentendo ai locali di aprire ai clienti anche la sera, come chiesto da Matteo Salvini, appoggiato su questo punto anche dal ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli e dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

Il vertice di governo, durato quasi due ore, dopo una prima parte dedicata all'illustrazione dei dati scientifici da parte dei tecnici, è proseguita solo con il premier e i ministri. Dopo il vertice il presidente del Consiglio ha lasciato Palazzo Chigi diretti all'aeroporto di Ciampino, dove atterrerà l'aereo con le salme dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci.

Cosa dice il primo decreto Covid del governo Draghi

Il primo provvedimento anti Covid del governo Draghi è stato approvato ieri. Si tratta di un decreto che prevede la proroga del blocco degli spostamenti tra Regioni (anche gialle) e il divieto di spostamento verso le abitazioni private. per far visita ad amici e parenti, in zona rossa. L'unica deroga è permessa per i movimenti dovuti a motivi di salute, lavoro o necessità. Entrambe le misure sono in vigore fino al 27 marzo. Con la conferma del ministro Speranza alla Salute il premier ha voluto del resto dare un messaggio chiaro: l'indirizzo del governo resta quello della massima cautela. Prima di emanare le nuove norme, contenute nel decreto legge contenente “disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica”, la ministra per gli Affari Regionali e il ministro Speranza si erano con i governatori.