“A Silvio”: così Vito Crimi sfotte Berlusconi su facebook
Quando, tra il 19 e il 20 aprile del 1928, Giacomo Leopardi compose la poesia A Silvia di sicuro non poteva immaginare che quasi due secoli dopo i suoi versi sarebbero stati studiati nelle scuole, come pilastri della letteratura italiana. Men che mai il poeta recanatese si sarebbe potuto aspettare che un senatore della repubblica – Vito Crimi, del Movimento 5 Stelle – avrebbe preso quei versi e ne avrebbe fatto uno sfottò verso Silvio Berlusconi. E' quello che l'ex capogruppo grillino al Senato ha fatto sulla sua pagina facebook, raccogliendo molto velocemente centinaia di condivisioni, molti complimenti per la creatività e qualche critica. Il titolo è chiaro – A Silvio – ed ironizza sulle vicende dell'ex presidente del Consiglio, portando l'accento in particolare sul voto in Giunta per le Elezioni. Noi non commentiamo l'iniziativa: qualcuno la riterrà una simpatica goliardata, per altri nient'altro che una "cafonata". Di certo Giacomo Leopardi si sta rivoltando nella fossa. Ecco i versi del poeta Crimi:
Silvio, rimembri ancora
quel tempo della tua vita politica,
quando immunità splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieto e impunito, il limitar
di Palazzo Chigi salivi?Sonavan le quiete
camere da letto, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo "mi consenta",
allor che al femminil sollazzo intento
sedevi, assai contento
di quel vago avvenir che in mente avevi.Era il setembre assolato: e tu solevi
così menar la Giunta.