Il generale Vincenzo Camporini ha annunciato che diserterà le celebrazioni del 2 giugno, la parata che si tiene tutti gli anni in occasione della Festa della Repubblica, per protesta contro il governo: "Comunico a tutti gli amici che quest'anno ho deciso di non accettare l'invito ad assistere alle celebrazioni del 2 giugno in via dei Fori imperiali: troppe le disattenzioni del governo nei confronti dei temi della Difesa, spesso snaturata con una ipocrita enfasi sul ‘dual use', a partire dalla perdurante mancata presentazione del ‘decreto missioni', dalla sostanziale paralisi delle attività amministrative per l'ammodernamento dei mezzi, da dichiarazioni di vuoto pacifismo del Presidente del Consiglio e potrei continuare", ha scritto in un post su Facebook l'ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica Militare e della difesa, che è stato anche presidente del Centro Alti Studi della Difesa (2004-06) e vicepresidente dello IAI (2011-19).

"Sono assolutamente certo che nessuno sarà sconvolto dalla mia assenza – ha aggiunto -, ma personalmente non me la sento di avallare ipocritamente con la mia presenza una gestione che sta minando un'istituzione di cui il Paese deve essere orgoglioso".

In un'intervista rilasciata a Fanpage.it, quando al governo non c'erano ancora Lega e M5S, il generale Camporini aveva sottolineato l'importanza che l'Italia e le Forze Armate andassero avanti con il programma degli F35, per poter anche mantenere standard alti di sicurezza per i piloti: "Se l'Italia non si dotasse di F35 perderemmo la nostra capacità offensiva. Supponiamo di avere un distaccamento in un luogo sperduto in Afghanistan. E immaginiamo improvvisamente che l'accampamento venga attaccato da razzi afghani. Se abbiamo modo di distruggere subito i luoghi da cui partono questi razzi abbiamo la possibilità di proteggere le nostre truppe a terra. In caso contrario queste ultime verrebbero massacrate. Servono sistemi d'arma che siano in grado di attaccare le sorgenti del fuoco nemico. Questo oggi lo fanno i Tornado, gli AMX e gli AV-8B, domani lo faranno gli F35. Questa capacità, che oggi è assicurata dalle macchine che sono in servizio, tra pochi anni andrà ad esaurirsi. Perché gli aeroplani non vivono in eterno. Così noi rischiamo la pelle dei piloti, e la pelle di coloro che vengono sorvolati".

La protesta degli altri generali

Il generale Camporini non è il solo a boicottare le celebrazioni: "Alla parata non ci sarò, attendo un clima più sereno. Non è tollerabile la gogna mediatica a cui sono stati sottoposti i pensionati. Non ne faccio una questione personale: trovo inaccettabile sentire parlare di pensioni d'oro, quasi incitando all'odio di classe", ha detto all'Adnkronos il generale Mario Arpino, già Capo di Stato della Difesa, motivando così la sua decisione di non partecipare alle celebrazioni del 2 giugno a Roma. "Sarebbe ipocrita da parte mia stringere le mani di chi ha tagliato le pensioni. Non è una colpa, ma un merito avere una pensione più alta per chi ha lavorato tutta la vita. Io ho cumulativamente 55 anni di servizio. Non mi sembra che l'atteggiamento di alcuni ministri sia giusto. Penso che l'indecisione di questo governo su tantissimi temi sia molto grave. Le questioni militari, penso ad esempio agli F-35, sono passate completamente in secondo piano". 

Non ci sarà nemmeno il generale Dino Tricarico: "Non parteciperò perché sarebbe ipocrita applaudire i nostri soldati in compagnia di soggetti che stanno contribuendo a un progressivo e, per certi versi, irreversibile indebolimento delle Forze Armate", ha detto l'ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica.

"Una componente della maggioranza giallo-verde – ha detto il generale – sta portando avanti un atteggiamento ostile nei confronti di una delle poche Istituzioni che funzionano bene in Italia: le Forze Armate. Per di più, noi generali in pensione veniamo trattati dei malfattori per via della polemica sulle così dette pensioni d'oro – ha proseguito Tricarico – addirittura Luigi Di Maio pronunciò la frase ‘si debbono vergognare'. Non capisco di cosa dovrei vergognarmi. Ho servito lealmente il mio Paese per 40 anni, rischiando la vita su un aeroplano".

Ex ministro della Difesa La Russa contro ministra Trenta

L'ex ministro Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato ,e senatore di Fratelli d'Italia, ex ministro della Difesa, intervenendo a Sky Tg24 Pomeriggio, ha fatto sapere che non assisterà alla sfilata di domenica mattina: "Per la prima volta e a malincuore, dopo tanti anni non andrò alla parata del 2 giugno. Non andrò non certo per mancanza di rispetto verso le Forze armate che rimangono sempre nel mio cuore ma in segno di protesta verso il ministro Trenta. In questi anni sono sempre andato d'accordo con tutti i ministri della Difesa che sono arrivati dopo di me o, quantomeno, ho sempre avuto verso di loro un enorme rispetto ma chi come il ministro Trentapensa di trasformare le Forze armate in ‘Peace&Love', mancando di rispetto ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa, non merita niente. E io il 2 giugno non voglio stare e non sarò al suo fianco durante la parata".