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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

L’ex generale israeliano Ofer Winter non era in vacanza in Italia: la risposta del Governo chiude il caso ma svela un vuoto normativo

Dopo l’articolo di Fanpage.it che riportava gli appelli delle associazioni per l’arresto dell’ex comandante israeliano e la successiva interrogazione della deputata M5S Stefania Ascari, Via Arenula risponde ufficialmente: l’hotel smentisce la presenza di Winter nel Cilento. La Procura di Roma intanto archivia l’esposto per mancanza di leggi sui crimini internazionali.
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Tutto era iniziato lo scorso marzo, quando Fanpage.it aveva reso nota la notizia del possibile arrivo in Italia di Ofer Winter, ex generale delle forze armate israeliane (IDF) accusato da numerose organizzazioni internazionali di gravi crimini di guerra a Gaza e noto a livello internazionale per aver invocato pubblicamente il genocidio del popolo palestinese. Winter era atteso come "special guest" di un soggiorno per la Pasqua ebraica in un hotel di Capaccio Paestum, nel Salernitano. L'articolo di Fanpage.it riprendeva i duri appelli lanciati da decine di associazioni e dalla fondazione internazionale Hind Rajab Foundation, che chiedevano alle autorità italiane di impedire l'ingresso del militare o di procedere al suo arresto per crimini contro l'umanità, per evitare un nuovo "caso Almasri".

A seguito della pubblicazione della notizia, la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari si era attivata immediatamente depositando un’interrogazione parlamentare urgente indirizzata ai Ministri della Giustizia, dell'Interno e degli Esteri per chiedere al Governo di negare l'accesso sul territorio nazionale a Winter e di cooperare con la Corte Penale Internazionale. "È un fatto inaccettabile e indegno per il nostro Paese che un individuo indicato da diverse fonti per crimini di guerra e contro l’umanità possa liberamente circolare sul nostro territorio nazionale", aveva detto Ascari, aggiungendo: "L’Italia non può diventare rifugio né zona franca per individui sospettati di gravi crimini internazionali".

A distanza di mesi da quell'allarme, è giunta la risposta ufficiale del Ministero della Giustizia, che chiarisce due punti fondamentali: gli accertamenti sul territorio e la decisione della magistratura.

I controlli della Polizia: "Ofer Winter non è mai stato in quell'hotel"

Sul piano dell'ordine pubblico, il documento firmato dal Capo di Gabinetto del Ministero, Antonio Mura, spiega che la Questura di Salerno si è attivata subito dopo il monitoraggio dei canali social e le segnalazioni dell'opinione pubblica. I controlli effettuati dalla Polizia presso la struttura ricettiva di Capaccio Paestum hanno portato alla formale esclusione della presenza dell'ex generale, circostanza smentita ufficialmente anche dalla stessa direzione dell'albergo. Nonostante l'assenza del militare, le forze dell'ordine hanno predisposto presidi di sicurezza per gestire le manifestazioni di protesta organizzate nell'area, mentre i Carabinieri hanno individuato e denunciato un uomo ritenuto responsabile di messaggi intimidatori inviati all'hotel.

Il nodo giudiziario: perché la Procura non può procedere

L'aspetto più rilevante della risposta ministeriale riguarda però l'esposto presentato dalla Hind Rajab Foundation e arrivato sui banchi della Procura della Repubblica di Roma. I magistrati romani hanno esaminato la denuncia ma hanno dovuto rilevare la mancanza di giurisdizione, archiviando il fascicolo (iscritto a "modello 45", ossia tra gli atti che non costituiscono notizia di reato). Nella relazione inviata al Ministero, la Procura ha infatti messo in luce un buco normativo del nostro ordinamento: in Italia manca un autonomo "Codice dei crimini internazionali". In sostanza, sebbene l'Italia abbia ratificato lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale e le Convenzioni di Ginevra, nel diritto interno mancano le norme specifiche che permettano ai magistrati italiani di incriminare di propria iniziativa e processare un cittadino straniero per crimini di guerra commessi all'estero, a differenza di quanto avviene quando la magistratura deve invece eseguire un mandato di arresto internazionale emesso direttamente dalla Corte dell'Aja (come per il caso Almasri).

Una risposta che da una parte chiude il caso sulla presunta vacanza salernitana dell'ex generale, ma dall'altra conferma l'impossibilità per la magistratura italiana di perseguire sul proprio suolo chi è accusato di gravi crimini internazionali.

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