Sembra che la voce predominante all’interno del governo sia una sola: quella di Salvini. Secondo il sondaggio condotto da Ixè per Huffpost, il 42% dei cittadini italiani ritiene che il leader della Lega possa essere considerato la forza egemone di questo esecutivo. Il Movimento 5 Stelle, invece, è riconosciuto come primo conduttore solamente dal 12% degli intervistati. Queste posizioni persistono anche se si indaga sulla fiducia ai leader politici: in primis Conte ha conquistato il 49% degli intervistati, subito dopo si posiziona Salvini con il 48% e poi ancora Luigi Di Maio, che si stacca leggermente e ottiene la fiducia del 42% degli elettori.

In generale comunque, la fiducia che i votanti pongono nei propri esponenti politici è ancora alta: tra le fila della Lega infatti, l’85% afferma di credere fermamente in Salvini e nel suo operato. Il leader della Lega supera la maggioranza anche tra gli elettori del Movimento 5 Stelle, con la stima del 61% degli italiani. Anche Luigi Di Maio gode di parecchia fiducia tra coloro che l'hanno votato alle lezioni del 4 marzo, e raggiunge l’84%, mentre tra gli italiani che avevano scelto Salvini raccoglie l’ammirazione del 57% dei cittadini.

L’esecutivo mantiene molta forza come maggioranza, è vero però che i consensi sono in calo: il picco massimo toccato dal governo giallo-verde è stato intorno al 60% per alcune settimane, con una prevalenza di consensi in direzione Lega. Ora però, è sceso di alcuni punti percentuali, anche se supera ancora abbondantemente il 50%. Si ferma invece vicino al 50% la fiducia posta dagli italiani al governo: secondo il sondaggio infatti, non riesce a oltrepassare il 51%, quando aveva raggiunto anche il 59% a giugno 2018. Questo tracollo sembra derivare dalle scelte di priorità del governo Conte, dalla manovra di bilancio, dai suoi contenuti e anche dai dissidi interni al Movimento 5 Stelle. Anche i temi su cui Salvini aveva costruito la sua campagna elettorale, in particolare modo l’immigrazione e la sicurezza, non sono più in cima alla lista di prima necessità degli italiani. Il sondaggio infatti dimostra che, tra i contenuti della manovra, al primo posto tra le misure condivise dagli elettori c’è il taglio delle pensioni d’oro, prioritario secondo il 51% degli italiani. Poi, il 46% è d’accordo sulle pensioni  di cittadinanza, il 44% sul superamento della Legge Fornero e l’inserimento di quota 100, il 43% sugli investimenti pubblici. Sotto il 40% invece è la percentuale di chi condivide il piano di assunzioni straordinario (39%), la Flat tax per partite Iva e piccole imprese (38%), il reddito di cittadinanza raccoglie il 36%, la pace fiscale il 21% e come ultimo punto c’è l’eliminazione graduale del finanziamento pubblico all’editoria, che trova il consenso del 20% dei cittadini italiani.

Quello che è sicuro, è che ciò che preme di più agli italiani quindi sono gli aspetti economici. Infatti il 68% degli elettori, considerando ottobre 2018, crede che la priorità di azione del governo dovrebbe indirizzarsi sull’economia e lo sviluppo. Una percentuale che è aumentata del 12% se si considera il mese di settembre. Poi, come secondi punti, a parità, secondo il 27% dei cittadini l’esecutivo dovrebbe occuparsi di tasse e sicurezza. Successivamente di sostegno al reddito delle persone (24%) e infine dovrebbe concentrare l’attenzione politica sull’immigrazione secondo il 19% degli intervistati. La percentuale di chi ritiene importante attivarsi sull’immigrazione, che secondo il sondaggio è tra gli ultimi temi su cui mettere l’attenzione, è infatti calata dal 26% di aprile 2018 al 19% di ottobre.