La rottamazione ter delle cartelle e il saldo e stralcio previsti dalla pace fiscale verranno estesi. A prometterlo è il sottosegretario al ministero dell’Economia, Massimo Bitonci, nel corso della conferenza stampa sulla pace fiscale. La proroga arriverà con un emendamento al decreto crescita che permetterà di riaprire i termini della rottamazione ter. Il condono, però, non verrà esteso al 2018. “Abbiamo pensato e già scritto l’emendamento – annuncia Bitonci – da presentare al decreto legge crescita, che prevede una riapertura dei termini abbastanza breve”. La riapertura dei termini per aderire alla rottamazione ter delle cartelle potrebbe arrivare “fino a ottobre, in modo da chiudere prima di novembre”, spiega ancora Bitonci.

Per chi aderirà alla nuova rottamazione i controlli fiscali saranno sospesi, assicura il sottosegretario. L’obiettivo dell’emendamento che verrà presentato al decreto è quello di “replicare la stessa norma, quindi nel momento in cui si aderisce alla pace fiscale ci sarà la sospensione delle procedure in corso”. Ma, sicuramente, la riapertura non prevederà un’estensione al 2018 (finora si possono rottamare cartelle che vanno nel periodo dal 2000 al 2017): “Quella è una riscossione ordinaria, il tema 2018 potrà essere ripreso nel 2020”.

L’adesione a rottamazione e saldo e stralcio

Durante la giornata sono anche state fornite alcune cifre sull’adesione alla rottamazione ter e, più in generale, alla pace fiscale. Le domande presentate sono state 1,7 milioni, un dato “superiore alle aspettative”, secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore. I dati della rottamazione che si è appena chiusa sono in linea “con le prime due”, soprattutto grazie alla “maggiore dilazione, che ha avuto un vero appeal”: il riferimento è alla possibilità di rateizzazione.

Nello specifico sono state 1,22 milioni le domande di adesione alla rottamazione ter, a cui aggiungerne 277mila per il saldo e stralcio. Tra le regioni troviamo in testa, in entrambi i casi, la Lombardia. I risultati sono ritenuti soddisfacenti anche dal sottosegretario Bitonci e dal viceministro all'Economia Massimo Garavaglia. La possibilità di presentare richiesta scadeva il 30 aprile e i dati – circa 1,5 milioni di domande – sono aggiornati alle istanze lavorate al 2 maggio. A queste se ne aggiungono altre 200mila che sono arrivate negli ultimissimi giorni, anche via Pec, e devono quindi ancora essere registrate. Il totale, dunque, è di circa 1,7 milioni di richieste.

Per quanto riguarda le micro-cartelle fino a mille euro stralciate in automatico. sono arrivate cinque milioni di richieste per saldare il debito con il Fisco, su un totale di 12 milioni di posizioni potenzialmente coinvolte che vanno dal 2000 al 2010 e riguardano chi ha un Isee inferiore ai 20mila euro. Per il capitolo saldo e stralcio, invece, le domande sono state 277.621, con una predominanza della Lombardia, seguita da Puglia e Campania. Il saldo e stralcio consente di saldare il debito con il Fisco versando una quota forfettaria che può essere del 16%, del 20% o del 35% in base al reddito del contribuente.