"L'euro è un crimine contro l'umanità, ha fatto strage peggio dei panzer nazisti". è quanto afferma  il vice-segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, candidato alla segreteria del Movimento, all’Hotel dei Cavalieri di Milano in occasione della giornata ‘no euro'. Davanti ad una platea nella quale spiccano tre dei più importanti rappresentanti dell'antieuro, gli economisti Claudio Borghi, Antonio Rinaldi e Alberto Bagnai, Salvini ha detto che le "elezioni europee potranno essere un referendum sulla moneta unica". E, dopo aver proiettato due discorsi di Mario Monti e Romando Prodi a favore della moneta unica, ha detto di immaginare "un processo di Norimberga per questi personaggi qua".

 "Noi non siamo contro l'Europa ma vogliamo essere padroni a casa nostra", ha aggiunto Salvini per quello che uno degli slogan preferiti del Carroccio. A detta dell'eurodeputato, il governo italiano è "semplice esecutore" di Bruxelles. Quindi si è rivolto al popolo "che deve svegliarsi". C'è da ricordare che  la Lega a dicembre vedrà l'elezione del nuovo segretario federale e per questo è necessario già da ora dettare un piano politico che sappia far presa sugli elettori. Magari un referendum sull'euro? "La nostra Costituzione così democratica – ha risposto Salvini – ci impedisce di fare referendum sull'Europa. Però le elezioni europee potranno essere un referendum sull'euro, e la Lega sarà schierata contro: poi magari presenteremo dei referendum consultivi, vedremo"

Numerose le bandiere "Basta Euro" presenti a Milano. Concetto che consenta a Salvini di rinnovare il il suo interesse verso altre forze anti-euro in Europa. "Su questo tema – ha infatti sostenuto – in Italia vedo solo chiacchiere, a destra e a sinistra. In Europa invece c'è gente che tira fuori le palle: se un'alleata si chiama Marine Le Pen, viva Marine Le Pen". Il candidato alla segreteria del Movimento ha infine affermato il suo interesse a stabilire rapporti con la Russia di Vladimir Putin ("grazie al quale si è evitata una guerra in Siria") perchè, di fronte all'asse franco-tedesco nell'Ue, "guardare a est e non più solo a ovest è una necessità".