Turiste transgender violentate dal gruppo a Napoli, condanne confermate in Appello

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A cura di Nico Falco
Frame del video del racconto della vittima a Fanpage.it
Frame del video del racconto della vittima a Fanpage.it
Confermate in appello le condanne agli autori delle violenze ai danni di due ragazze transgender nel 2024 a Napoli; le pene vanno da oltre 4 anni a oltre 6 anni di reclusione.
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La Corte di Appello di Napoli ha emesso la sentenza di secondo grado, confermando la colpevolezza a carico degli autori dell'aggressione a due giovani turiste transgender che, nella notte tra l'11 e il 13 gennaio 2024, vennero violentate e picchiate in un b&b dei Quartieri Spagnoli, nel centro di Napoli; le pene, rideterminate, a seguito di un concordato tra le parti, vanno dagli oltre 4 agli oltre 6 anni di reclusione, oltre alle sanzioni pecuniarie e alla conferma del risarcimento in favore delle parti civili.

Le due giovanissime avevano raccontato quella notte di violenza a Fanpage.it: avevano incontrato i ragazzi in un bar del centro cittadino e li avevano invitato nella struttura dove alloggiavano, e lì erano state molestate, picchiate e una di loro era stata costretta ad avere un rapporto sessuale con tre giovani. Le due vittime sono state seguite nel percorso di denuncia e di assistenza in ospedale da Daniela Falanga, responsabile per le Politiche Trans di Arcigay Napoli.

Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay, sottolinea in una nota: "Questa orribile aggressione ha lasciato ferite profonde, ma la sentenza dimostra l'importanza di avere vicino le istituzioni. Per chi subisce abusi e violenze legate alla propria identità, denunciare è l'unico modo per combattere l'odio: farlo sapendo di non essere sole, supportate dallo Stato e dalle amministrazioni, fa la differenza tra lo sconforto e la rinascita".

Le due ragazze, prosegue Sannino, dopo la violenza sono state ospitate "presso la Casa delle Culture e dell'Accoglienza delle persone Lgbtqia+", progetto voluto dal Comune di Napoli e finanziato da Unar e gestito dalle associazioni territoriali che "si è rivelato un baluardo fondamentale per l'assistenza alle vittime". "In questo quadro – conclude Sannino – l'associazione ribadisce il valore inestimabile della scelta del Comune di Napoli, che si è costituito parte civile nel processo , vedendo peraltro confermato il diritto al risarcimento anche in sede di Appello".

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