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14 Maggio 2022
12:34

Lo striscione dei centri sociali contro la portaerei militare statunitense a Napoli: “Truman sciò”

Si rivedono in piazza i centri sociali Mezzocannone Occupato e Insurgencia. Striscioni in piazza Municipio contro la portaerei militare Truman, in sosta nel Golfo partenopeo.
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«Truman sciò» e stavolta non è lo show come nel bel film di Peter Weir con Jim Carrey, ma uno sciò alla napoletana, di quelli pronunciati da Luisa Conte nelle commedie di Eduardo, uno sciò nel senso imperativo del tipo «vai via!». E Truman altro non è che la portaerei militare statunitense a propulsione nucleare giunta in rada nel golfo di Napoli per una sosta programmata.

«Maggio degli armamenti» è invece l'altro striscione,  polemico contro l'attuale Amministrazione comunale di Napoli, sollevato in piazza Plebiscito dagli attivisti dei centri sociali Mezzocannone Occupato e Insurgencia che fino allo scorso anno esprimevano assessori comunali e consiglieri nella maggioranza guidata dall'ex sindaco Luigi De Magistris e ora sono opposizione alla giunta di Gaetano Manfredi (Pd-M5S-Leu). È la prima sortita dei due centri sociali dopo le elezioni comunali 2021.

L'accusa, ironica e tagliente, investe anche la politica locale: i due centri sociali napoletani chiedono all'attuale sindaco partenopeo di applicare la delibera del suo predecessore che avrebbe voluto vietare l'approdo di navi militari in città. Una delibera che tuttavia – come spiegato da Fanpage.it – è inapplicabile poiché mai ratificata dal governo italiano, unico organo del nostro ordinamento che – attraverso il ministero della Difesa –  può prendere simili decisioni.

Scrivono i centri sociali Mezzocannone e Insurgencia nella loro nota:

No al silenzio complice delle istruzioni cittadine dinanzi alla presenza della portaerei nucleare americana Truman nel nostro golfo, in piena guerra in Ucraina.

Considerare carta straccia la delibera comunale che dal 2015 impedisce alle navi militari a propulsione nucleare di avvicinarsi alla nostra costa e tacere anche ieri durante l'incontro con il Presidente del Consiglio su questo tema, significa avallare l'idea che la nostra città sia una colonia della NATO, che può venire come e quando le pare ad occupare le nostre acque, le nostre terre, il nostro cielo.

Chiediamo quindi alle istituzioni locali di rompere il silenzio e di dire chiaramente alla città se ritengono che questa presenza tracotante ed immotivata sia normale.

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