Soresa e Sviluppo Campania spine nel fianco della Regione Campania: i lavoratori allo scontro coi manager
Le cose che hanno in comune Soresa e Sviluppo Campania nella loro mission sono davvero poche. Ma sono entrambe accomunate, oggi da una tensione fra manager e lavoratori. Per le due società gestite dalla Regione Campania è iniziata solo in parte la «cura dimagrante» decisa dalla giunta di Roberto Fico su tutte le aziende controllate da Palazzo Santa Lucia. I manager delle due aziende sono gli stessi collocati dall'ex governatore Vincenzo De Luca: l'ex parlamentare Tommaso Casillo in Soresa e l'economista Mario Mustilli a Sviluppo Campania. Insomma, due società partecipate, lo stesso copione: lavoratori che denunciano un'azienda che non risponde, accordi che non vengono applicati, vertici accusati di lasciare tutto fermo. Per la giunta Fico, alle prese con la riorganizzazione della macchina regionale, Soresa e Sviluppo Campania stanno diventando due problemi da gestire.
Si parte da Soresa, la centrale acquisti della sanità regionale guidata. Nella tarda mattinata di ieri, 15 ottobre, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno inviato via posta certificata una nota ai vertici aziendali per denunciare quella che definiscono una «sostanziale interruzione delle relazioni sindacali». La mossa arriva dopo l’assemblea dell’8 ottobre, in cui i lavoratori hanno espresso preoccupazione per le modalità gestionali e organizzative della società.
Il quadro è quello che Fanpage ha già raccontato a settembre, quando i sindacati hanno diffidato l’azienda dopo la comunicazione del capo del personale sui permessi della Legge 104. Su quel punto, scrivono le tre sigle, avevano chiesto il ritiro delle indicazioni contestate senza ottenere alcun riscontro, e la questione resta irrisolta. A questo si aggiungono altri fronti aperti. Il contratto integrativo aziendale scade il 31 dicembre e il tavolo per il rinnovo non è ancora stato convocato, nonostante le rassicurazioni. L’accordo sul lavoro agile, in vigore dal primo ottobre, viene applicato secondo i sindacati in modo difforme dall’articolo 5, soprattutto sulla programmazione e sulla condivisione preventiva delle giornate. Infine c’è la gestione del personale, con disposizioni che i sindacati definiscono ridondanti, non coordinate o contraddittorie; chiedono la convocazione immediata del tavolo sull’integrativo, la piena applicazione dell'accordo sul lavoro agile, un riscontro formale sui permessi 104 e il ripristino di relazioni sindacali stabili.
Dalla sanità allo sviluppo economico il copione non cambia. Sviluppo Campania, la finanziaria in house della Regione presieduta da Mustilli, è al centro di una nota della Fisac Cgil datata 9 ottobre. Il sindacato chiede risposte alla Regione e al nuovo CdA su tre punti: il Piano triennale 2026-2028, le commesse e l’assenza di un direttore generale.
Il Piano, approvato il 30 giugno scorso, assegna alla società un ruolo di primo piano nello sviluppo economico del territorio. Ma secondo la Cgil la realtà è diversa: le commesse attese non arrivano e alcune attività, pur in presenza di convenzioni e atti di affidamento già firmati, non sarebbero state avviate, se non addirittura sospese. Il problema è strutturale, perché la quasi totalità del valore della produzione deriva da commesse affidate dal socio unico, la Regione Campania. Se le convenzioni tardano, la società non riesce a programmare e a reggere i conti.
Poi c’è la guida. Da settembre 2025 Sviluppo Campania non ha un direttore generale a regime ed è retta da una direzione facente funzioni. Il bando è stato prorogato al 15 settembre su richiesta della stessa Regione, che ha motivato la scelta con la revisione dello statuto e il rinnovo del CdA, come Fanpage aveva anticipato. Per la Fisac questa paralisi rischia di compromettere la capacità dell’azienda di rispettare le prescrizioni di bilancio e contenimento dei costi fissate dalla giunta.
Il sindacato, chiede al CdA chiede di muoversi con Fico affinché alle convenzioni firmate seguano subito l’operatività delle commesse, il trasferimento delle risorse e, in tempi brevissimi, la nomina del direttore generale. Il personale, avverte, non può essere considerato una semplice voce di costo da contenere.